Martedì, 21 Novembre 2017
REGIONALI

A Palermo l'ultimo show di Grillo
A sinistra è già resa dei conti
Centrodestra, patto per il governo

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PALERMO. L’ultimo atto della campagna elettorale, stasera alle 21, sarà il comizio di Beppe Grillo sotto il teatro Massimo. Il leader del Movimento 5 Stelle, darà l’ultima spinta a Giancarlo Cancelleri ribadendo un programma fatto di tagli ai privilegi e rivoluzione alla Regione. Lo spot finale Grillo lo ha lanciato stamani dalle colonne del Giornale di Sicilia: «Finora i politici hanno messo le mani in tasca ai siciliani, se vinciamo noi saranno i siciliani a mettere le mani in tasca ai politici».

Intanto sta per partire dall’Ars la prima iniziativa di questa giornata grillina. Alle 16.15, nella piazza di fronte all'Assemblea regionale siciliana il M5S ha organizzato un punto stampa con Davide Casaleggio, Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Cancelleri. Il figlio del guru del Movimento quindi parteciperà anche lui assieme a Beppe Grillo per l'ultima giornata di campagna elettorale del M5S in Sicilia.

Una giornata iniziata con la singolare sfida di Di Maio, che alla trasmissione Un giorno da pecora, ha detto: «Ho fatto una scommessa con Cancelleri: se vinciamo, mi devo tatuare la Trinacria. Alla mia fidanzata non l’ho ancora detto».

Nel frattempo dall’altra parte della Sicilia, il candidato del Centrodestra, Nello Musumeci, chiuderà scaramanticamente la campagna elettorale nel paesino di Militello Val di Catania, sua città d’origine. Il clou della campagna elettorale del centrodestra è andato in scena ieri sera con Berlusconi, Salvini, Meloni e Cesa tutti seduti a un tavolo per un foto che segna la definitiva riunificazione della coalizioni.

Malgrado non manchino i distinguo su programmi e leadership, il centrodestra scommette che dalla Sicilia partirà la sua scalata anche a Palazzo Chigi. Anche se Berlusconi poco fa ha provato a stemperare la tensione: ««Il centrodestra è sempre stato in corsa, anche se c'è chi specula su eventuali divisioni che non ci sono mai state. Abbiamo un programma su cui mettere una parola definitiva, ma è praticamente accettato da tutti. Dopo le elezioni in Sicilia abbiamo già previsto un appuntamento con i leader del centrodestra per scriverne la versione definitiva, che è pragmatica e prevede una realizzazione immediata».

Fabrizio Micari ha scelto invece di iniziare l’ultimo giorno di campagna elettorale da Messina, dove insieme ad alcuni giovani imprenditori stamani ha attraversato lo Stretto a bordo di un traghetto. Poi tornerà a Palermo per un comizio finale in serata a Brancaccio.

Intanto da Roma anche Matteo Renzi ha già fatto il suo ultimo appello al voto: «Le elezioni di domenica in Sicilia sono importanti soprattutto per il futuro di questa meravigliosa e difficile Isola. Abbiamo investito molto in questa terra e chi governerà i prossimi cinque anni potrà gestirli al meglio. Dunque che vinca il miglior candidato e la migliore squadra. Fossi siciliano voterei quello che ritengo il miglior candidato, Fabrizio Micari, indicato al centrosinistra dal sindaco Orlando sulla base del 'modello Palermo', un'alleanza che andasse oltre il Pd».

Claudio Fava, che per tutta la campagna elettorale ha spinto su liste pulite e lotta alla mafia, sarà a Corleone e poi in serata a Palermo con Bersani e Fratoianni per chiudere una caccia al voto che ha come obiettivi Palazzo d’Orleans e soprattutto la leadership interna al centrosinistra.

Ultimo atto anche per l’indipendentista Roberto La Rosa che terrà un comizio a Catania alle 21 a Castello Ursino. Pippo Civati non ha fatto mistero che l’obiettivo della sinistra è dare la spallata a Renzi: «L'invito è quello di far vivere questa storia di sinistra, perché c'è qualcosa di diverso. Non si può pensare di avere gli stessi dirigenti per tutte le stagioni. Quello che sta succedendo qui può cambiare il corso della politica siciliana, ma anche della politica nazionale».

E il ministro Andrea Orlando, voce critica all’interno del Pd, la vede così: «Dopo le elezioni in Sicilia serve fare una riflessione seria: se vince Micari, non ha la maggioranza e dovrà confrontarsi con Fava. Se perde una ricongiunzione con Fava si impone. Dopo la Sicilia si ridiscuterà della coalizione e di tutto».

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