Domenica, 19 Novembre 2017
A ROMA

Tracce di metanolo su una bimba morta, mistero su come si sia avvelenata

ROMA. Una schiuma da barba, forse usata per fare uno slime fatto in casa, o un’allergia, o magari una precedente cardiopatia. E’ ancora fitto il mistero sulle cause della morte lo scorso 12 ottobre di una bambina di 9 anni, nel cui sangue sono state trovate quantità elevate di metaboliti del metanolo. Sul caso indaga la Procura di Roma, che ha disposto una consulenza.

Il metanolo è presente normalmente in alcuni solventi e vernici, e l’arresto cardiaco, causa del decesso della bambina, arrivata già in condizioni disperate all’ospedale Bambino Gesù di Roma, sarebbe compatibile con l’avvelenamento da questa sostanza. «Il metanolo però è vietato nei cosmetici - sottolinea Antonino Reale, che dirige la Pediatria d’urgenza dell’ospedale -, inoltre la bambina ha nove anni, non è più nella fase in cui si mette tutto in bocca. Il caso deve essere studiato approfonditamente, al momento non ci sono elementi chiari».

Dello stesso parere sembra essere la procura, che ha avviato un fascicolo di indagine, al momento contro ignoti, per il reato di omicidio colposo. La consulenza, disposta dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia e dal sostituto Maurizio Arcuri e che verrà depositata entro sessanta giorni, dovrà cercare di fare chiarezza su cosa abbia causato la morte della piccola. In primo luogo i consulenti dovranno verificare se la vittima fosse affetta da malformazioni cardiache o se a causare la morte sia stata una grave forma allergica a qualche sostanza che fino ad oggi non si era palesata.

In generale, spiega Reale, è comunque poco indicato mescolare sostanze chimiche sconosciute in casa. «La casa è il posto più pericoloso per un bambino tra uno e tre anni, che hanno una grande mobilità ma non il senso del pericolo - sottolinea l'esperto -. I rischi in casa derivano dai detersivi, dai farmaci o dai cosmetici lasciati incustoditi, mentre un altro luogo pericoloso è il garage, dove potrebbero trovarsi carburanti, oli o acquaragia. Un altro problema non sempre affrontato riguarda le sostanze presenti nei giocattoli non di qualità. Un contatto occasionale non è pericoloso, ma se il gioco viene leccato per mesi può rilasciare sostanze tossiche. Vale sempre l’indicazione di non travasare liquidi in bottiglie prive di etichetta, ma anche quella di non "fidarsi" delle capacità dei propri bambini. Molto spesso arrivano genitori che dicono 'mio figlio non sapeva fare questa cosà».

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