Giovedì, 16 Agosto 2018

Micari, forum al Giornale di Sicilia - Il video integrale

PALERMO. "Il ruolo dell'agnello sacrificale del centro sinistra non esiste", dice Fabrizio Micari, candidato del centrosinistra alla Presidenza della Regione e oggi ospite ai forum del Giornale di Sicilia organizzati in vista delle Regionali del 5 novembre.

Il rettore, attualmente in congedo straordinario, parla subito del "gioco-forza" che si sta disputando a livello nazionale tra centro-sinistra e sinistra italiana e che vede nella Sicilia il primo banco di prova. "Già ad agosto, i primi a esprimere apprezzamento per la mia candidatura sono stati Sinistra Italiana e Mdp - dice Micari -.  Il nostro programma e i suoi temi sono tipicamente di sinistra: lavoro, ambiente, infrastrutture. In realtà - dichiara -  si sta provando a fare una prova di muscoli fra sinistra e centrosinistra. Allora si sta utilizzando la Sicilia come luogo dove fare prova di forza.
Non si dica che il problema è la presenza di Ap, che al momento si trova anche al Governo nazionale".

Sulla questione dei forestali: "Il problema dei forestali non è nel numero ma di governance, cioè nel modo in cui vengono impiegati. Iniziare a usarli a metà luglio è inutile. Occorre gestirli bene e farli lavorare a marzo-aprile, quindi per tempo. Noi parliamo del costo dei forestali, ma non quantifichiamo mai i danni che un cattivo uso produce".

Il tema dei rifiuti: "Chiunque si va a sedere a Palazzo d'Orleans, cioè io - scherza Micari -. Chiunque si troverà ad affrontare questa emergenza. La maggior parte della spazzatura viene conferita in modo indifferenziato e le discariche sono sature. Tra dicembre e gennaio il problema esploderà sotto forma di emergenza. Io parlo di un'alleanza fra Regione e Comuni. La prima deve dare governance, risorse e compiti ai secondi per avviare la differenziata. C'è una gestione sovrabbondante, troppi attori. Occorre invece puntare su un ciclo integrato dei rifiuti".

Sulle liste abbiamo fatto un lavoro "ingegneristico" per far sì che ciascuna sia forte con l'obiettivo di superare il 5%.

Sugli impresentabili, "Noi abbiamo costruito liste con attenzione alle persone che le compongono. Rimprovero alla destra e a Musumeci, che era partito con toni battaglieri, di avere promesso controlli, mentre poi è arrivato Miccichè che ha detto che avrebbe corrisposto personalmente di tutte le liste di Forza Italia. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ci sono persone con 22 capi di imputazione. Ci si accorge che è candidata una persona condannata a 4 anni già a febbraio. Musumeci pur di candidarsi, per l'ennesima volta, ha deciso di imbarcare anche gli impresentabili. Il suo progetto politico è dunque già fallito".

Tra i primi interventi, "il diritto allo studio, dato che manca una legge regionale che lo tuteli".

Al Governo Crocetta? "Gli do un sei e mezzo".

Tra i temi di attualità, quello sulle disabilità: "I disabili sono una risorsa e dobbiamo lavorare con politiche attive su questo fronte".

"L'autonomia non sempre è stata utilizzata bene. Essa costituisce un'opportunità ma se virtuosa. Lo Statuto regionale deve essere rivisitato, se non altro perché ha 70 anni, ma che si possa mettere un limite massimo entro cui recepire le normative nazionali".

Sulla scelta di nominare un assessore alla Legalità - Franco La Torre, figlio del sindacalista Pio ucciso dalla mafia -, Micari dice: "Gli impresentabili sono una risposta. In Sicilia ci sono ancora mentalità e comportamenti in cui prevalgono prepotenza e prevaricazione".

Nel suo programma centrale è la Scuola, "che deve formare i ragazzi alla tolleranza e al rispetto dei valori, soprattutto nei quartieri difficili. Si deve lavorare su tempo pieno, mense, sport per combattere la dispersione scolastica".

Ancora giovani e lavoro: "La ragione per cui sono sceso in campo è proprio quello di contrastare la fuga dei cervelli.  Si devono creare le condizioni per fare lavorare e crescere le aziende private. Quindi infrastrutture e innovazione tecnologica: informazioni e merci devono viaggiare velocemente. Questo è un momento in cui il brand Sicilia funziona. Dobbiamo in sintesi dare gli strumenti per aiutare le imprese a essere competitive".

Il Ponte sullo Stretto? "Si dice sempre pensiamo prima alle strade provinciali. Non ho mai parlato di Ponte come unico strumento. Manutenzione di strade provinciale la cosiddetta cura del ferro - treni e infrastrutture - sono la base e vanno fatti subito. Il Ponte sarebbe il passo successivo, a completamento di un percorso più ampio. Il mio progetto è Sicilia come sistema strategico al centro del Mediterraneo, di cui il Ponte è appunto una delle opere".

Sull'astensionismo, "Occorre fare capire alla gente che la politica può dare risposte. Alle persone non interessano le beghe tra i partiti. Interessano risposte su problemi concreti e quotidiani, come per esempio se i figli trovano lavoro o se potranno arrivare alla fine mese oppure ancora, se mai riusciranno ad avere una casa popolare. La politica deve tornare a dare risposta alla politica".

"Sicilia principessa", provare a cambiare la mentalità e tornare a essere orgoglioso della propria sicilianità e delle proprie risorse".

© Riproduzione riservata

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