Martedì, 21 Novembre 2017

Borsa di studio per viticolture vesuviane antiche-moderne

Terra e Gusto
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(ANSA) - POMPEI (NAPOLI), 25 OTT - Un brindisi di 'Villa dei Misteri', il vino di uve Piedirosso e Sciascinoso coltivate negli Scavi di Pompei, ha festeggiato la vendemmia dei vigneti curati da vent'anni negli Scavi di Pompei dalla famiglia Mastroberardino. E, il prossimo anno, la ricerca sui vigneti antichi, che finora ha assicurato al settore tante nuove conoscenze, sarà arricchita dalla indizione di borse di studio a chi dedicherà approfondimenti sui raffronti tra le tecniche di viticoltura moderna nell'area vulcanica e i metodi antichi. È l'annuncio che hanno dato insieme il professore Piero Mastroberardino e il direttore generale della Soprintendenza di Pompei, Massimo Osanna che all'appuntamento tradizionale hanno voluto al loro fianco l'archeologa Marialaura Iadanza, alla quale sarà affidato il restauro del Triclinio Estivo, dove si trova una piccola parte dei vigneti "allevati" ad alberelli. "La collaborazione pubblico-privato per attività di ricerca sui vigneti antichi - ha spiegato Osanna - è stata per gli Scavi di Pompei un'attività pioneristica di collaborazione pubblico-privato. E il prossimo anno l'attività avrà in aggiunta delle borse di studio sulle metodiche della viticoltura degli antichi romani qui ai piedi del Vesuvio, dell'importanza che il vino ha avuto nella storia e nei rapporti socioculturali dal settimo secolo all'eruzione del 79 d.C. Abbiamo scoperto fuori Pompei che le frequentazioni del Santuario erano accompagnate da riti legati al vino e al succo di uva, di cui abbiamo trovato reperti nelle offerte, confermando che il vino e l'uva sono stati sempre la massima espressione della commensalità antica".

(ANSA).

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