Mercoledì, 18 Ottobre 2017

Un test trasforma le persone in auto a guida autonoma, primo al mondo

ROMA - Lauren McCarthy è probabilmente una delle prime persone al mondo ad essere stata 'trasformata' in auto-robot e aver visto con i propri occhi la realtà virtuale che viene percepita dagli organi sensoriali, strettamente digitali, che fanno muovere un veicolo a guida autonoma. Lauren, assieme ad altri 3 collaudatori volontari ha infatti partecipato ad un insolito quanto interessantissimo esperimento organizzato da Moovel (la società del Gruppo Daimler che opera nell'ambito della mobilità del futuro) e che verrà presentato al pubblico i prossimi 20 e 21 ottobre al congresso Push UX a Monaco di Baviera e poi al Festival KIKK, il più noto evento europeo dedicato alla cultura digitale e creativa in programma dal 2 al 4 novembre a Namur, in Belgio. Il laboratorio 'Who want to be an autonomous car?' (cioè chi vuole essere un'auto a guida autonoma) si è avvalso di uno speciale veicolo definito 'non convenzionale' - non fosse altro che per la posizione supina in cui viaggia la persona - e che è dotato di tutti i sensori che sono utilizzati per gestire le auto a guida autonoma. La grande differenza rispetto ai molti prototipi che già circolano sulle strade di tutto il mondo è che, nel quadriciclo costruito da Moovel, non esiste un collegamento tra la rete dei sensori e i comandi di propulsione e di guida del veicolo.

L'unità centrale di calcolo e di gestione è sostituita in questo caso dal cervello umano e da una parte dei suoi sensi, attivati esclusivamente attraverso un visore tridimensionale VR in cui la persona 'vede' l'ambiente esterno esattamente come viene visto dagli occhi elettronici dei normali mezzi a guida autonoma, compresa la mappatura tridimensionale dell'ambiente esterno. ''Questo progetto è stato realizzato per essere una piattaforma per tutti coloro che vogliono sperimentare e condividere le loro impressioni, sentimenti e pensieri sul tema futuro della guida autonoma- ha detto oey Lee, responsabile del progetto all'interno del laboratorio di Moovel - Lasciando che la gente partecipi direttamente all'esperimento, vogliamo rendere l'argomento meno complesso, creare empatia per la tecnologia e avviare una discussione sul futuro della mobilità autonoma ''. Per il momento il veicolo è costituito da una piccola piattaforma con motori elettrici inseriti nel mozzo e il pilota ha a disposizione un joystick che viene utilizzato per imprimere la direzione, accelerare e arrestare il mezzo, il tutto a bassa velocità, ma questo potrebbe essere il punto di partenza per sperimentazioni che - lavorando a velocità maggiori e in condizioni più complesse - possano essere utilizzate per sviluppare l'Intelligenza Artificiale (AI) delle auto a guida autonoma del futuro.

© Riproduzione riservata

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X