Giovedì, 14 Dicembre 2017

Nobel Fisica, da quel primo segnale una finestra sul futuro

Scienza e Tecnica
Il primo segnale delle onde gravitazionali è stato generato dalla collisione fra due buchi neri (fonte: NASA/CXC/GSFC/T. Strohmayer)
© ANSA

Il primo 'cinguettio' delle onde gravitazionali era arrivato all'improvviso e del tutto inaspettato. Lo aveva segnalato con una e-mail l'algoritmo che analizzava i dati del rivelatore Ligo e a riceverlo era stato l'italiano Marco Drago, che lavora in Germania, nel laboratorio 'Albert Einstein' di Hannover. "Il Nobel alla scoperta delle onde gravitazionali è un grande riconoscimento al successo di Ligo e Virgo", ha detto riferendosi ai rivelatori ai quali si deve la scoperta.

"Speravamo che questo riconoscimento arrivasse ed è arrivato, e testimonia - ha rilevato - che abbiamo raggiunto un grande successo, e che ci troviamo a punto di partenza, più che a un punto di arrivo". Vale a dire, ha aggiunto, che "importanti novità scientifiche sono alle porte, e questo ci dà una spinta in più per continuare".

E' un'avventura nella quale l'Italia promette di continuare ad avere un ruolo di primo piano grazie a Virgo, il rivelatore dell'Osservatorio Gravitazionale Europeo (Ego) al quale l'Italia partecipa con l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). "Adesso - ha osservato - sappiamo di avere aperto una nuova finestra sull'universo, ed è difficile prevedere che cosa può succedere: si attendono nuove scoperte".

In futuro, per esempio, "si potranno studiare nuovi oggetti cosmici, come le stelle di neutroni, e chissà se un giorno riusciremo a vedere il Big Bang". Quello che secondo Drago è certo è che "stiamo arrivando ad avere una capacità di osservazione molto grande, e nello stesso tempo dobbiamo cercare di continuare a migliorare sempre di più i nostri strumenti, rendendoli ancora più potenti".

Tutto questo si intuiva già quando è arrivato il primo segnale. Quando "era arrivata la mail inviata dall'algoritmo che analizzava i dati di Ligo, era subito chiaro che segnalava un evento cui prestare attenzione", ha detto Drago. Quella e-mail non era attesa così presto: "La raccolta dati avrebbe dovuto cominciare qualche giorno più tardi, ed eravamo in un momento di test di tutta l'infrastruttura". Ma la mail era lì e i fisici che erano in laboratorio con Drago, una decina in tutto, si misero al lavoro per interpretare quel segnale.

"Dopo un'ora di ricerche, ho deciso che avrei mandato una mail a tutti segnalando l'evento". La storia di quella che è già considerata "la scoperta del secolo' è cominciata così. "Non mi sarei aspettato di raggiungere quel traguardo così velocemente, ed essere lì in quel giorno, a far parte della storia, è stata un'emozione molto grande".

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