Domenica, 19 Novembre 2017
IL CASO

Torna la tensione con Cuba, stop degli Usa a viaggi e visti

WASHINGTON. I misteriosi «attacchi acustici» di cui sono stati vittime diplomatici americani a Cuba hanno fatto riesplodere le tensioni tra Washington e L’Avana, al punto che dopo mesi di domande senza risposte e sospetti senza conferme, oggi il dipartimento di Stato ha adottato misure estreme, ritirando il 60% del personale dell’ambasciata a Cuba e diffondendo un’allerta che sconsiglia ai cittadini americani di recarsi sull'isola. Stoppato inoltre il rilascio di visti per i cubani che intendono recarsi negli Usa.

Un passo che non interrompe le relazioni diplomatiche da poco ripristinate fra i due Paesi, ha assicurato il segretario di Stato Rex Tillerson, ma che segna una pericolosa escalation dopo il disgelo fortemente voluto da Barack Obama e frenato da Donald Trump.

Ad oggi nessuno è stato in grado di sciogliere i numerosi interrogativi posti dall’intricata vicenda, fin da quando si segnalarono i primi 'disturbi', con dettagli che avevano quasi dell’inverosimile, accusati da diplomatici americani di stanza a Cuba: da problemi all’udito, alla vista, a capogiri, che furono identificati come conseguenze di misteriosi «attacchi acustici agli ultrasuoni». Due le principali spiegazioni avanzate dagli esperti in questi mesi: da una parte l’ipotesi che siano state utilizzate 'armi acustiche' (anche queste non meglio identificate), dall’altra la possibilità che si sia trattato di un tentativo di sorveglianza con tecnologia che non ha funzionato ed è sfuggita di mano.

Mistero, naturalmente, soprattutto sull'eventuale mandante. Perché da subito il governo cubano ha affermato di non avere nulla a che fare con gli «incidenti», così definiti ufficialmente, avviando una stretta collaborazione con Washington per venirne a capo. Numerosi i contatti fra le cancellerie: anche nei giorni scorsi rappresentanti del governo cubano erano a Washington per incontri e colloqui. Il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez ne ha parlato anche durante il suo intervento all’Assemblea Generale dell’Onu, ribadendo che Cuba non ha idea di cosa stia colpendo gli americani sull'isola. E allora a Washington non è rimasto che ordinare ai suoi di lasciare Cuba, ma anche avvisare gli americani che recarsi sull'isola vuol dire esporsi ad un pericolo sfuggente e al quale di fatto ad oggi non c'è modo di rispondere. L’avviso ufficiale del dipartimento di Stato sottolinea infatti che gli «attacchi specifici» hanno avuto luogo in residence e hotel frequentati da americani, da cui la convinzione che sono a rischio tutti i cittadini Usa, anche i non diplomatici. Quindi l’indicazione esplicita che il governo avrà capacità limitate di aiuto in caso di viaggi a Cuba, anche perché sta richiamando la gran parte dei suoi diplomatici nel Paese proprio in risposta agli attacchi.

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