Sabato, 18 Novembre 2017
IL PARERE

Vaccini, il Consiglio di Stato: "Sì all'obbligo per nidi e materne"

ROMA. Il Consiglio di Stato 'boccia' la Regione Veneto e, in un parere richiesto dallo stesso governatore regionale Luca Zaia, si pronuncia a favore dell’obbligo vaccinale per l’iscrizione a nidi e scuola dell’infanzia «già a decorrere dall’anno scolastico in corso" presentando la documentazione che provi l’avvenuta vaccinazione.

Un chiarimento che arriva dopo che il Veneto ha comunque deciso di sospendere temporaneamente il decreto di moratoria di due anni, precedentemente annunciato, per l’applicazione delle nuove norme sui vaccini, e in attesa che sulla questione si pronunci il 21 novembre la Consulta che, in udienza pubblica, tratterà il ricorso della Regione Veneto contro il decreto Lorenzin-Fedeli sull'obbligo vaccinale.

La pronuncia del Consiglio di Stato arriva proprio nel giorno in cui il ministero della Salute ha reso noto il quarto decesso in Italia a causa del morbillo dall’inizio dell’anno: si tratta di un uomo di 42 anni non vaccinato ed immunodepresso. Il caso si è verificato in Sicilia nella settimana 18-24 settembre ed è stato notificato il 20 settembre dalla Asl di Catania, che parla di «epidemia in corso». Siamo al «quarto decesso dell’anno, nel giorno in cui è arrivata la sentenza positiva del Consiglio di Stato. E’ evidente - commenta il ministro della Salute Beatrice Lorenzin - che le due notizie sono strettamente correlate». Fu proprio infatti l’emergenza morbillo in Italia, assieme alla crescita di altre malattie infettive di ritorno, a spingere il Governo a reintrodurre l’obbligo vaccinale per l’iscrizione a scuola. Nel parere - che Lorenzin accoglie come «una buona notizia" perché «è sempre importante ricordare che i vaccini sono le uniche armi che abbiamo per combattere virus pericolosissimi» e che il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, giudica positivamente perché è «rafforzata la posizione dei ministeri» e si «procede insieme per bambini, famiglie e scuole» - il Consiglio di Stato sottolinea infatti che «la copertura vaccinale sicuramente è d’interesse primario della collettività». E solo la più ampia vaccinazione dei bambini, rileva, «costituisce misura idonea e proporzionata a garantire la salute di altri bambini» e permette di proteggere, «grazie al raggiungimento dell’'immunità di greggè, la salute delle fasce più deboli, ossia di coloro che, per particolari ragioni di ordine sanitario, non possano vaccinarsi».

Da parte sua, Zaia risponde che «il parere al Consiglio di Stato sulle modalità di applicazione della legge lo avevamo chiesto noi, quindi ne rispettiamo le conclusioni. Resta in piedi - rimarca però il Governatore - il nostro ricorso alla Consulta, la cui discussione è stata oggi fissata per il 21 novembre in udienza pubblica». Intanto, l’Associazione malati da emotrasfusione e vaccini Amev, che sostiene il ricorso del Veneto con un proprio ricorso, chiede di sospendere il decreto ministeriale. Nel ricorso «abbiamo prodotto sentenze confermate in Cassazione, che accertano effetti collaterali e danni da vaccini, anche con casi di autismo - spiega l’avvocato Marcello Stanca di Amev -. Sentenze che ci fanno motivare i dubbi dei genitori sulle vaccinazioni». «Non siamo contro i vaccini ma per la libertà di scelta», sottolinea, annunciando che l’associazione organizzerà dei pullman per portare gli associati all’udienza pubblica della Consulta a novembre.

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