Lunedì, 20 Novembre 2017
VIOLENZA IN CORSIA

Aggressioni negli ospedali: "Bollettino di guerra", grido d'allarme di medici e infermieri

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CATANIA. Minacce , aggressioni e ora, dopo l'ultimo triste episodio avvenuto a Trecastagni, anche una violenza sessuale. E' allarme sicurezza negli ospedali e nelle aree di emergenza siciliani.

Sono numerosi gli episodi che vedono medici e infermieri aggrediti e minacciati. I sindacati parlano di "bollettino di guerra". "Non ho parole per commentare l'efferatezza di quanto successo. E' inconcepibile che, ancora oggi, dopo appelli, denunce, richieste di incontri con i prefetti e comunicati stampa, succedano queste cose. Bisogna rafforzare i controlli in tutti i luoghi dove vengono erogati servizi pubblici senza aspettare che prima ci scappi il morto", afferma il segretario territoriale della provincia di Catania e coordinatore nazionale della Federazione sindacati indipendenti Fsi-Usae, Calogero Coniglio.

Dopo l'eclatante caso del medico aggredito all'ospedale Vittorio Emanuele di Catania da cinque uomini (a cui seguirono un arresto e 4 denunce), le cronache raccontano di un'escalation di violenza in cui a essere presi di mira sono di solito medici, infermieri e paramedici.

Tanto che anche l'Ordine dei medici di Palermo ha chiesto di introdurre un presidio delle forze dell'ordine nei pronto soccorso e  deciso di costituirsi parte civile in tutti i processi che riguardano episodi di violenza contro sanitari. "È necessario sensibilizzare l'opinione pubblica, restituendo loro la fiducia verso tutti professionisti della sanità", ha detto il presidente dell'Ordine della provincia di Palermo, Toti Amato, dopo un caso di aggressione ai danni di un medico del pronto soccorso dell'ospedale Civico avvenuto a febbraio.

Pochi giorni prima, sempre al Civico, una dottoressa e un'infermiera sono state picchiate da due donne, suocera e nuora. Anche in questo caso, è stato necessario l'intervento della polizia. Così pure è avvenuto all'Ismett, dove un altro medico era stato aggredito dai familiari di una paziente deceduta.

A chiedere l'impiego di guardie giurate sia nei pronto soccorso che nei padiglioni lasciati scoperti è il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche guidato da Francesco Frittitta, che aggiunge: “Sollecitiamo ancora una volta la pubblica amministrazione, l'assessorato, i prefetti, il governo ad aumentare la sicurezza negli ospedali suggerendo per tutte le aziende il servizio di guardia giurata. Cogliamo l'occasione per mostrare la nostra vicinanza al medico nonché al professionista ancora una volta umiliato dalle condizioni di lavoro alle quali viene sottoposto da parte della pubblica amministrazione che a tutto pensa tranne che alla sicurezza dei propri operatori. Come sigla sindacale – conclude il Nursind - e come operatori sanitari che lavorano in prima linea con un pubblico ormai diventato aggressivo per le lunghe liste di attesa e le code interminabili".

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