Martedì, 19 Settembre 2017

Sonda Cassini pronta all'addio, lascia un'eredità immensa

Scienza e Tecnica
Sonda Cassini pronta all'addio, lascia un'eredità immensa EPA/NASA/JPL-Caltech
© ANSA

E' "un'eredità immensa" quella che la sonda Cassini lascia in dote alla comunità scientifica internazionale, se si pensa che "in più di dieci anni nell'atmosfera di Saturno, Cassini ha visitato tutte le principali lune del pianeta e prodotto una serie di straordinarie scoperte". Ad affermarlo Luciano Iess a capo del Dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale della Sapienza, in occasione della fine, tra due giorni, della missione a guida Nasa con importanti contributi dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa).

Poco prima delle 14 ora italiana del 15 settembre le antenne australiane della Nasa riceveranno infatti l'ultimo segnale radio della sonda Cassini, partito un'ora e 23 minuti prima dagli strati più alti dell'atmosfera di Saturno. Pochi secondi dopo la sonda si disintegrerà per effetto delle potenti forze aerodinamiche dovute all'altissima velocità a cui viaggia (30 chilometri al secondo). Cassini ha iniziato il suo viaggio il 15 ottobre 1997 con il compito di esplorare il sistema di Saturno, con le sue molte lune e i suoi anelli.

Giunta a Saturno il primo luglio 2004, Cassini ha iniziato una complessa sequenza di orbite che hanno permesso di visitare tutti i satelliti e osservare da vicino il pianeta e i suoi anelli. Le scoperte sono andate ben oltre le attese. A queste Sapienza ha contribuito con la realizzazione di due importanti strumenti di bordo: il radar e il traslatore di frequenza, costruiti da Thales Alenia Space Italia (Thales-Leonardo) e al raggiungimento di risultati scientifici tra i più importanti della missione.

Durante il tour del sistema di Saturno, Cassini ha reso possibile la scoperta di mari e laghi di idrocarburi liquidi sulla superficie di Titano, e di un oceano sotto la sua crosta ghiacciata. Nel 2014 ha poi rilevato una grande quantità di acqua liquida al di sotto della crosta ghiacciata della piccola luna di Encelado, che potrebbe ospitare forme di vita.

Per seguire il 'Gran Finale' della missione, l'Agenzia Spaziale Italiana ha organizzato un evento nell'Auditorium dell'ASI in collegamento con il Sardinia Deep Space Antenna (SDSA) di Cagliari e il Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa, dove si troveranno anche il presidente dell'Asi Roberto Battiston, il coordinatore scientifico dell'Asi, Enrico Flamini, e per la Sapienza il professor Luciano Iess.

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