Domenica, 24 Settembre 2017
SPAZIO

Tempesta magnetica causata dal Sole, oggi nuovo "sciame" e possibili blackout ai poli

ROMA. Fuochi d'artificio sul Sole: una vera e propria "batteria" di eruzioni è avvenuta a intervalli molto ravvicinati. Solo ieri ne sono arrivate due a distanza di poche ore, scagliando verso la Terra raggi X e ultravioletti che hanno provocato blackout radio nelle regioni polari.

Sempre ieri, nelle primissime ore della mattinata, una tempesta magnetica causata da una bolla di plasma, ossia una nube di particelle elettricamente cariche ha investito la Terra e un'altra, più intensa, è attesa per oggi. "Quella in corso è una tempesta magnetica di moderata intensità", ha detto Mauro Messerotti, dell'Osservatorio di Trieste dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), consigliere per il meteo spaziale della direzione scientifica dell'Inaf e dell'università di Trieste.

Intanto, ha aggiunto, ''è atteso per oggi l'arrivo della bolla di plasma scagliata dall'eruzione del 6 settembre, la più intensa degli ultimi 11 anni''.

Secondo l'Agenzia americana per l'Atmosfera e gli Oceani (Noaa), la tempesta prevista l'8 settembre dovrebbe essere più forte rispetto a quella di ieri e potrebbe essere classificata classe G3, nella scala dell'intensità che va da 1 a 5. Per Messerotti il fenomeno potrebbe disturbare le comunicazioni radio, sia nelle regioni polari sia a latitudini più basse, e provocare problemi all'elettronica dei satelliti.

Tuttavia, ha aggiunto, ''questi ultimi non dovrebbero essere rilevanti perché i satelliti sono abbastanza robusti''. Nel frattempo, ha proseguito, ''si sta valutando se le onde radio emesse dal Sole durante l'intensa eruzione stiano creando interferenze nel sistema dei ricevitori dei segnali Gps'' per la navigazione satellitare.

Il Sole si sta avvicinando alla fase di attività minima che attraversa in media ogni 11 anni e le eruzioni solari non sono insolite in questa fase, ''ma generalmente sono isolate'' ha spiegato Messerotti. In questi giorni invece sono ravvicinate, perché il gruppo di macchie che le ha generate, chiamato AR2673, ''è particolarmente attivo''.

Sono generate dalla riconnessione delle linee del campo magnetico e consistono nel rilascio di un'enorme quantità di energia nella parte più esterna dell'atmosfera solare, ossia la corona, e nella fascia che si trova al di sotto, la cromosfera.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

Correlati

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X