Lunedì, 23 Ottobre 2017

L'intelligenza artificiale al servizio dei prestigiatori

Scienza e Tecnica
L'intelligenza artificiale pronta a diventare il braccio destro dei prestigiatori (fonte: Sandia Labs)
© ANSA

Non c'è trucco, non c'è inganno: c'è l'intelligenza artificiale ad aiutare i prestigiatori nella creazione di nuovi giochi per l'intrattenimento del pubblico. Grazie ad un nuovo algoritmo, sviluppato dai ricercatori della Queen Mary University di Londra, il computer diventa un vero e proprio assistente mago: una volta connesso a Internet, infatti, può sfruttare le ricerche fatte dagli utenti per capire come la mente umana associa immagini e parole, in modo da ideare nuovi trucchetti da mentalista da proporre agli spettatori.

L'algoritmo, presentato sulla rivista Plos One, è una prima dimostrazione pratica di come i computer potrebbero essere impiegati anche nelle attività più creative: sobbarcandosi il lavoro più 'sporco' e pesante, lascerebbero all'uomo la possibilità di dare soltanto il tocco finale.

Questo vale anche nel campo della magia e dell'illusionismo, dove c'è bisogno di creare continuamente nuovi giochi. "La nostra ricerca fornisce alla comunità dei maghi un altro strumento per raggiungere questo obiettivo, mentre alla comunità scientifica dà un assaggio di quelle che sono le possibili applicazioni della creatività artificiale", spiega l'esperto di informatica Peter McOwan, co-autore dello studio.

Sebbene l'algoritmo elimini la necessità di condurre test psicologici su dei volontari per individuare le associazioni mentali da sfruttare per i nuovi trucchi, è anche vero che si ottengono risultati migliori combinando il vecchio metodo con il nuovo algoritmo. Allo stesso modo, le associazioni di immagini e parole suggerite dall'intelligenza artificiale richiedono sempre un'ultima revisione da parte del prestigiatore prima di poter essere usate.

"Il gioco delle associazioni è ancora il frutto di un atto creativo dell'uomo, sebbene ora sia il computer ad occuparsi di alcuni aspetti del processo", afferma l'altro co-autore dello studio, Howard Williams. "Nel complesso, l'effetto per gli spettatori è magico, e viene ottenuto unendo uomo e computer".

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