Giovedì, 19 Ottobre 2017
LA FINALE A JESOLO

Miss Italia punta sulle taglie dalla 42 alla 46: "Oggi la vera bellezza è 'normal'"

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Rachele Risaliti eletta Miss Italia nel 2016

ROMA. La rivoluzione democratica delle taglie e l’esaltazione della 'very normal size', dalla 42 alla 46, saranno al centro della prossima edizione di Miss Italia.

La finale si terrà a Jesolo il 9 settembre, in diretta su La7 con la conduzione di Francesco Facchinetti.

«Oggi la vera bellezza è 'normal' perché la normalità, a partire dalla taglia, ha un potere rivoluzionario», spiega Patrizia Mirigliani, che ha sempre più intenzione di valorizzare le taglie dalla 42 alla 46. Resta la fascia curvy, ma le 19 concorrenti dalle linee morbide selezionate andranno a Jesolo direttamente in sfida con le altre miss. In pratica, oltre alla quota protetta di tre miss curvy, potrebbero arrivare in finale anche altre ragazze che potrebbero conquistare giuria e sponsor.

«Vorremmo lanciare l’idea - spiega Patrizia Mirigliani - di una nuova 'normalità' della taglia, almeno per il concorso ma possibilmente anche nel mondo reale, per riproporre lo storico concetto che 'la miss è la ragazza della porta accantò», vecchio slogan caro allo storico patron Enzo Mirigliani.

La simpatia della gente per le ragazze dalle forme morbide è testimoniata anche dal secondo posto conquistato lo scorso anno da Paola Torrente, taglia 46, che sfiorò il titolo di Miss Italia. Anche la moda oggi propone come 'must have' del guardaroba estivo il costume anni '50, decisamente adatto a un tipo di fisicità che appartiene da sempre alle donne italiane.

«Dal nostro osservatorio privilegiato del mondo femminile che è Miss Italia - aggiunge Mirigliani - abbiamo l’impressione di trovarci di fronte ad un momento che segna uno spartiacque rispetto al passato in quanto a canoni estetici. Il ruolo di Miss Italia è quello di lanciare proposte e aprire nuovi orizzonti, come quando il concorso ha incluso le donne sposate o le 'nuove italianè». E sulle imitazioni di Miss Italia, Patrizia Mirigliani chiosa:

«Non è difficile fare un concorso di bellezza, ci riesce chiunque, ma quello che fa la differenza è la storia che hai dietro e l’esperienza certamente. Quelle di Miss Italia hanno un peso enorme perché sono nate 78 anni fa e sono cresciute nel tempo: il concorso è lo specchio di una lunga pagina di storia dell’Italia con il racconto di come cambiano i canoni del Paese legati alla bellezza. La simpatia che il pubblico ha verso la nostra manifestazione è dovuta proprio a questo vissuto. La storia del concorso, che si è sempre dimostrato serio e affidabile - conclude - non può essere imitata».

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