Lunedì, 18 Dicembre 2017
ARS

Il ricatto dei deputati, Ardizzone: "Presenti in aula solo in cambio di voti ai loro emendamenti"

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PALERMO. Il voto favorevole ai loro emendamenti in cambio della presenza in aula. Ecco cosa hanno chiesto i deputati al presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, per assicurare il numero legale in questo scorcio finale e scarsamente produttivo della legislatura.

Lo stesso Ardizzone lo ha rivelato stamani durante la cerimonia del Ventaglio commentando le assenze che dal 29 aprile a oggi hanno permesso al Parlamento di lavorare appena 10 ore. Ardizzone ha raccontato di aver telefonato a molti parlamentari chiedendogli di non far mancare il loro impegno “e in tanti – ha rivelato – mi hanno chiesto o suggerito di far approvare altre norme rispetto al rendiconto che è invece la vera priorità”.

In conferenza stampa Ardizzone ha però rivendicato i risultati di questa legislatura ricordando che i costi del Parlamento sono scesi a 143 milioni, che sono stati tagliati i vitalizi e imposti tetti massimi da 240 mila euro agli stipendi del personale. Ardizzone ha ricordato anche che in questa legislatura, malgrado la lunga inattività di quest’anno, sono state approvate 109 leggi contro le 108 della precedente.

Oggi l’Ars proverà di nuovo ad approvare le norme rimaste in sospeso. E mentre nel Palazzo si consuma l’ultimo atto della legislatura, fuori i partiti provano a trovare un equilibrio in vista delle elezioni del 5 novembre.  Ieri il Pd ha provato a tenere in piedi l’allanza con Alfano e Casini. E questo, secondo i boatos, potrebbe perfino portare alla rinuncia all’indicazione del candidato presidente convergendo invece su Gianpiero D’Alia. Tuttavia resta in piedi la trattativa degli uomini di Alfano con Forza Italia, anche se pesa il no di Berlusconi a un patto che dalla Sicilia si estenda anche alle elezioni nazionali.

Nel centrosinistra restano in piedi anche altre opzioni. In casa Pd si fa il nome pure di Giovanni Fiandaca, professore di diritto Penale a Palermo. Mentre Leoluca Orlando suggerisce di puntare sul rettore, Fabrizio Micari. E c’è da risolvere il nodo Crocetta, il presidente uscente si è autoricandidato a invoca almeno le primarie per misurarsi. Ma nel partito e fra gli alleati sono in pochi a sposare questa linea.

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