Sabato, 25 Novembre 2017
LUTTO NEL CINEMA

Addio a Romero, il re dell'horror: regista di "La notte dei morti viventi"

WASHINGTON.  'La notte dei morti viventi' del 1968 è il film che definisce un genere e lo rende cult. Il suo regista, George Romero, si è spento a Los Angeles all’età di 77 anni, lasciando in eredità un genere cinematografico cui ha di fatto dato i natali a partire proprio dalla sua trilogia dei 'morti viventi', che ha dettato lo standard per il cinema horror e che affonda le sue radici in una feroce critica sociale.

E’ noto inoltre il sodalizio di Romero con Dario Argento, che ha portato a diverse collaborazioni, a partire da quella per il montaggio di 'Zombi'. I due hanno inoltre lavorato fianco a fianco nel 1990 per 'Due occhi diabolici', pellicola composta da due episodi diretti uno da ciascuno dei registi e che è un omaggio a Edgar Allan Poe.

Romero è morto dopo aver lottato contro un tumore ai polmoni. Lo ha reso noto la sua famiglia, stando ad un comunicato diffuso dal manager del regista, Chris Roe. I familiari hanno inoltre fatto sapere che Romero se n'è andato sulle note della sua colonna sonora del film di John Ford 'Un uomo tranquillò del 1952, uno dei suoi preferiti. Accanto la moglie Suzanne Desrocher e la figlia Tina Romero.

Era nato a New York, nel Bronx, da padre cubano e madre lituana. La passione per il cinema scoppiò che era giovanissimo, così subito dopo gli studi alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh nel 1960, cominciò a girare cortometraggi. E l’ispirazione per uno dei più celebri film horror di tutti i tempi non ha tardato ad arrivare: grazie a soli 10mila dollari raccolti insieme ad un gruppo di amici appassionati realizza 'La notte dei morti viventì (scritto da Romero insieme a John A. Russo) nel 1968, impostosi come cult già negli anni '70 ma soprattutto il film che ha coniato il genere zombie.

Nel 1978 arrivò 'Zombi', il secondo della trilogia 'Trilogia dei morti viventì, che completò nel 1985 con 'Il giorno degli zombi'. Di titoli ce ne furono molti altri, fin dagli anni '70 che, sebbene meno noti grande pubblico, costituiscono il patrimonio inimitabile che Romero lascia agli appassionati del genere. Ai molti che lo hanno scoperto seguendolo.

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