Mercoledì, 20 Settembre 2017
A PALERMO

Il busto di Falcone vandalizzato, da Grasso ad Alfano: le reazioni dal mondo della politica

ROMA. «Vergognoso, ignobile attacco alla statua di Falcone! Uniti, sempre, in sua memoria e per la nostra terra nella lotta contro la mafia, per la legalità». Commenta così il ministro degli Esteri Angelino Alfano su Twitter l'atto vandalico al busto di Falcone oggi allo Zen.

«Di notte, contro la statua di Giovanni, dentro una scuola. È difficile immaginare qualcosa di più vile e squallido». Ha detto, invece, il presidente del Senato Pietro Grasso sulla sua pagina Facebook. «Se è un’avvertimento mafioso - aggiunge - sarebbe una prova di debolezza, non di forza; se invece si trattasse del gesto di una banda di vandali sarebbe l’ulteriore conferma che dobbiamo ripartire dalla scuola, grazie all’impegno dei docenti che ogni giorno educano i cittadini di domani, e da un maggior controllo del territorio, per prevenire questo tipo di comportamenti. Abbiamo una certezza, non illudetevi: ogni volta che proverete a infangare la memoria di uomini come Falcone noi la proteggeremo. E ogni volta che distruggerete una statua saremo pronti a ricostruirla». «Quando si prende di mira una scuola - conclude il presidente del Senato - si vuole aggredire il futuro: sono vicino a chi vive, da studente o lavoratore, l’Istituto "Giovanni Falcone» di Palermo».

«Indegno e ignobile l’oltraggio perpetrato alla statua del giudice Giovanni Falcone a Palermo. Chi ha commesso questo scempio non è un vandalo qualunque ma un infame che va punito severamente e senza sconti. Nella storia non c'è posto per gli infami, solo per gli eroi come Giovanni Falcone». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

«Non sappiamo se chi ha profanato il busto di Giovanni Falcone a Palermo sia uno squallido teppista o un simpatizzante della Mafia. In ogni caso siamo di fronte a degli infami che non rispettano i valori che questo eroico Magistrato rappresenta, insieme a Paolo Borsellino, per tutta la nostra Comunità nazionale. A 25 anni dalla sua morte, l’esempio di Giovanni Falcone divide ancora, a Palermo come in tutta Italia, i giusti dagli infami, chi crede nel senso dello Stato contro la criminalità organizzata e contro ogni forma di sopraffazione».Lo dichiara in una nota il segretario del Movimento Nazionale, Gianni Alemanno.

«L'atto di vandalismo avvenuto a Palermo contro la statua di Giovanni Falcone è uno scempio. È un gesto ancor più ignobile e vile a 25 anni dalla strage di Capaci e di via D’Amelio. Occorre reagire per non permettere a nessuno di capestare la memoria di chi è stato simbolo di onestà e legalità. Mai abbassare la guardia contro la mafia». Così in una nota, Laura Lauri, presidente di Sinistra Italiana.

«Un vile gesto che oltraggia la memoria di chi ha anteposto il senso del dovere e della giustizia, sacrificando la vita per combattere il fenomeno mafioso", dice il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi .«Ribadisco l’importanza della cultura alla legalità da trasmettere soprattutto alle giovani generazioni affinché camminino sempre lungo il sentiero dell’onestà», conclude Rossi.

«Mutilare la statua di Falcone è un gesto grave e vigliacco. La cultura della legalità è un patrimonio da costruire giorno per giorno, senza cedere alla vuota retorica, ma con la forza di una goccia che scava la roccia». Così Mariastella Gelmini, vice capogruppo vicario di Forza Italia alla Camera e coordinatrice lombarda, sulla sua pagina FaceBook.

«Gesto gravissimo che offende la memoria di Falcone e colpisce la scuola presidio di legalità». Commenta così su Facebook Gianpiero D’Alia, presidente della Commissione bicamerale per le questioni regionali.

«Il miglior modo per rispondere al vile gesto della decapitazione della statua di Giovanni Falcone è approvare definitivamente alla Camera entro l’estate il nuovo codice antimafia». Cosi il deputato Frontedem Dario Ginefra che aggiunge: «sarebbe il miglior modo per ricordare Falcone e Borsellino oltre ogni retorica commemorazione e indignazione lanciando un messaggio a questi miserabili: decapitateci tutti perché in noi vive la loro memoria».

«Oggi è stata danneggiata la statua di Giovanni Falcone allo Zen di Palermo». Lo scrive su Facebook il coordinatore nazionale di Articolo 1 Roberto Speranza. «La memoria di chi ha lottato contro la mafia fino al sacrificio della vita stessa non può essere scalfita. Saremo sempre al fianco di chi ancora oggi lotta tutti i giorni contro le organizzazioni criminali. I responsabili di questo vile gesto devono essere al più presto individuati e puniti».

«Distruggere la statua di Falcone è stato un atto vile che fa male all’anima. Le sue idee continueranno a camminare sulle nostre gambe».Così su Twitter la sindaca di Roma Virginia Raggi.

«Staccata la testa della statua di Giovanni Falcone a Palermo. Per l’infame autore del gesto, solo schifo e vergogna». Così il segretario della Lega, Matteo Salvini.

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