Venerdì, 21 Luglio 2017
FISCO

Riscossione Sicilia, Fiumefreddo: la sanità privata ha evaso 500 milioni

PALERMO. Oltre 30mila cartelle esattoriali da esigere per oltre mezzo miliardo di euro. E' quanto emerso da un controllo di Riscossione Sicilia sulle posizioni dei contribuenti titolari di attività private convenzionate con il servizio sanitario regionale.

Lo rende noto l'amministratore unico della società, Antonio Fiumefreddo, che parla di "quadro di desolante omissione, con un sistema sanitario privato sostanzialmente segnato da un'elusione seriale". Lo scrive in un documento inviato il 21 giugno scorso anche al governatore Rosario Crocetta e all'assessore regionale alla Sanità, Baldo Gucciardi, reso noto oggi, e anticipato dal quotidiano La Sicilia.

Il report accende un faro su cliniche private, soprattutto, compresi i colossi, anche stranieri. Ma anche laboratori d' analisi, cooperative sociali, comunità alloggio, Opere pie ed enti religiosi d' assistenza.

«Le affermazioni, riportate dalla stampa, dell’amministratore unico di Riscossione Sicilia, su una presunta 'elusione seriale degli obblighi tributari da parte delle imprese operanti nell’isola nel settore della sanità privata accreditata, sono tanto gravi quanto generiche, tentano di gettare un’ombra di discredito su un’intera categoria, che, giornalmente, è impegnata a garantire, unitamente agli ospedali pubblici, un servizio pubblico a tutela del diritto alla salute dei cittadini», lo afferma Barbara Cittadini, presidente dell’Aiop, associazione che rappresenta 54 case di cura accreditate della Regione.

«Il riferimento alla 'elusione seriale - aggiunge Cittadini - sembra, ingiustamente, sottendere ad una sistematica attività, da parte delle aziende sanitarie accreditate del settore, di aggiramento delle norme tributarie, circostanza questa non solo non vera, ma neanche verosimile, atteso che l’accertamento di eventuali (e, comunque, individuali) siffatte violazioni compete all’Agenzia delle Entrate e non già all’Ente di riscossione. Né, peraltro - sottolinea la presidente dell’Aiop - le predette dichiarazioni specificano quanta parte dei debiti da riscossione a carico delle imprese del settore sia ascrivibile alle somme iscritte 'provvisoriamentè a ruolo in pendenza di giudizio innanzi alle competenti commissioni tributarie, debiti che, com'è noto, vengono meno in ipotesi di soccombenza nel giudizio da parte dell’amministrazione finanziaria. Riteniamo, dunque, che, prima di fare certe gravi affermazioni e trarre facili conclusioni, occorra che i fatti vengano verificati, approfonditi ed acclarati. L’Aiop - osserva Barbara Cittadini - non difende mai l’illegalità e troppe volte abbiamo sentito roboanti accuse, poi smentite da un serio approfondimento, che è sempre dovuto ed imprescindibile».

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