Sabato, 24 Febbraio 2018
REBIBBIA

Il Garante dei detenuti: "Le condizioni di salute di Dell'Utri molto critiche"

ROMA. Le condizioni di salute di Marcello Dell'Utri, ricoverato nel reparto infermeria del carcere di Rebibbia "sono particolarmente critiche". Lo rileva il Garante nazionale per i detenuti che oggi ha fatto una visita in carcere.

La delegazione del Garante nazionale spiega che "tra i detenuti ricoverati ha incontrato anche Marcello Dell'Utri, da tempo ospite della sezione, e ha avuto modo di approfondire le informazioni sul suo attuale stato di salute". Il Garante "esprime seria preoccupazione per le condizioni evidenziate in atti documentali e auspica che ogni decisione in merito al suo caso, da parte della Magistratura di sorveglianza non vada al di là di tempi ragionevoli, al fine di tutelare, qualunque sia la forma che verrà decisa, la sua salute, che referti medici riportano come particolarmente critica".

«Il medico del carcere di Rebibbia in una recente relazione del 10 maggio su Marcello Dell’Utri ha descritto un quadro clinico grave per le pluripatologie diagnosticate, tanto da ritenere la sua situazione 'non compatibile' con il regime carcerario», sottolinea il Garante dei detenuti, Stefano Anastasia.

"Ciò nonostante, il 31 maggio scorso - aggiunge - il Magistrato di sorveglianza ha rigettato in via provvisoria l’istanza di sospensione della pena per motivi di salute. L’udienza di trattazione del caso è stata fissata per il 21 settembre, a oltre cinque mesi dal deposito dell’istanza di sospensione pena per motivi di salute». Anastasia ricorda come Marcello Dell’Utri sia detenuto dal 13 luglio del 2014 e sia affetto «da grave cardiopatia ischemica cronica».

«Lo scorso anno - dice ancora Anastasia - era stato dichiarato 'compatibilè con il regime carcerario sulla base di quello che i suoi legali giudicano un errore di valutazione del perito nominato dal giudice. In quell'occasione, infatti, il perito avrebbe omesso di prendere visione dell’esame strumentale (CD) pur in presenza di una 'discrepanzà tra le risultanze a sua disposizione. Tale omissione, che avrebbe condotto il perito ad una diagnosi errata sul punto della gravità della patologia cardiaca, è stata denunciata davanti alle Autorità disciplinari competenti».

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