Sabato, 26 Maggio 2018
GUARDIA DI FINANZA

Traffico di droga e armi, fermati in 20 tra Germania e Palermo

PALERMO. Nell'ambito di un'indagine, coordinata dalle autorità giudiziarie di Palermo e di Costanza (Germania), i militari della Guardia di Finanza del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo e la Polizia Criminale della regione tedesca del Baden-Württemberg, hanno fermato 20 persone di nazionalità italiana e tedesca ritenute appartenenti ad un'associazione a delinquere transnazionale che secondo le indagini trafficava droga e armi. L'associazione era capeggiata dal pluripregiudicato imprenditore palermitano Placido Anello (classe 65), con interessi economici nel settore della ristorazione nella città di Villingen (Germania) e composta tra l’altro da soggetti pregiudicati per gravi reati.

L'operazione "Meltemi", condotta dal G.I.C.O. di Palermo e dalla Kriminalpolizeidirektion di Rottweil, ha consentito di azzerare una banda, capeggiata dal pluripregiudicato imprenditore palermitano Placido Anello, con interessi economici nel settore della ristorazione nella città di Villingen (Germania) e composta tra l'altro da pregiudicati per gravi reati.

La collaborazione investigativa ha avuto avvio dal sequestro di una pistola a Massimiliano Bellavia, classi '71, il quale a giugno dello scorso anno è stato immediatamente arrestato appena sceso dal traghetto proveniente da Genova al porto di Palermo.

A partire da quel momento, si è realizzato uno stretto coordinamento fra le Procure della Repubblica di Palermo e Costanza, che si è concretizzato in uno scambio di informazioni “diretto” e “in tempo reale” tra investigatori italiani e tedeschi, agevolato dall’azione svolta dal II Reparto del Comando Generale della Guardia di Finanza. E’ stato così possibile verificare l’attività di alcune persone nel campo degli stupefacenti e procedere a sequestri di droga, sia in Italia che in Germania; inoltre, sono state chiarite le motivazioni di un grave atto di violenza compiuto in Germania contro un locale di proprietà di un italiano.

Le indagini hanno permesso di delineare una mappa dei traffici di droga dell’organizzazione tra i due Paesi e di individuare man mano ruoli e compiti dei sodali, fra i quali spicca certamente Benito Amodeo, “corriere di droga” dell’organizzazione, fermato a Messina nel dicembre 2016 mentre trasportava droga in Sicilia, per Giacomo Principato Trosso (classe 83) originario di Capizzi, e per Felice Formisano (classe 71) di Palermo.

Nel contempo, la Kriminalpolizeidirektion di Rottweil, grazie agli elementi emersi nelle indagini eseguite dal G.I.C.O., è riuscita a ricostruire numerosi episodi di compravendita di partite di droga, di cui erano responsabili cittadini italiani dimoranti in Germania.

La Polizia criminale tedesca, nel frattempo, ha arrestato in Germania 15 persone e ha eseguito una trentina di perquisizioni, nel corso delle quali, con l’impiego di circa 300 poliziotti e l’attiva partecipazione di un ufficiale e di 4 finanzieri del G.I.C.O., sono stati oltre 60.000 euro, due pistole (una semiautomatica e un revolver), due lanciarazzi, diverse armi da taglio, una piantagione indoor di cannabis indica e 12,5 chili di marijuana, oltre a sei autovetture, due terreni e merci del valore di oltre 145.000 euro.

Le Fiamme Gialle palermitane, tra Sicilia e Calabria hanno fermato 3 fermi emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo nei confronti di Benito Amodeo, Giacomo Principato Trtosso e Felice Formisano ed a due “mandati di arresto europeo” nei confronti di Rosario Salvatore Iuliano di Isola Capo Rizzuto (KR), che si trovava in Italia per il matrimonio del figlio, e Antonino Lo Grande di Leonforte, che faceva il pendolare fra l’Italia, dove scontava un residuo di pena ai servizi sociali sino al giovedì, e la Germania, dove durante il weekend si metteva a disposizione dell’organizzazione criminale.

L'inchiesta, coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, ha accertato, tra l'altro, l'arrivo in Sicilia di un chilo di cocaina e 17 di hashish e ha portato al sequestro di beni per quattro milioni di euro.

Anello, ritenuto personaggio chiave del presunto traffico, si era trasferito anni fa in Germania, dove gestiva due ristoranti, uno a Rottweil, l'altro a Villingen.

 

 

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