Venerdì, 20 Aprile 2018
EMERGENZA SENZA FINE

Orrori nel Mediterraneo, 3 naufragi
in pochi giorni: "Molte vittime"

ROMA. Tre naufragi di migranti nel Mediterraneo negli ultimi giorni. Lo rende noto l'Unhcr, citando fonti dei soccorritori e dei superstiti. Il primo e il più grande di questi incidenti - di cui si è già data notizia ieri sera - "ha coinvolto un gommone che ha lasciato la Libia il 15 giugno e ha cominciato a imbarcare acqua poche ore dopo la partenza.

Dalla guardia costiera italiana e dai quattro sopravvissuti, cittadini sudanesi e nigeriani - sottolinea l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati - si è appreso che la barca aveva a bordo almeno 133 persone. Risultano pertanto disperse 129 persone". Il secondo incidente ha coinvolto "una barca con almeno 85 persone a bordo che si è spezzata in due prima di affondare".

I sopravvissuti "hanno riferito di essere partiti dalla Libia insieme ad altre due imbarcazioni la sera del 15 giugno. C'erano molte famiglie con bambini a bordo". I dispersi, il cui numero è imprecisato, "sono per lo più cittadini siriani e persone provenienti da Paesi dell'Africa settentrionale". Un terzo naufragio avrebbe causato sette tra morti e dispersi.

 I sopravvissuti sono stati fatti sbarcare ieri a Messina. La loro imbarcazione è partita dalla Libia il 14 giugno. Una donna camerunense in stato di gravidanza ha perso il marito nel naufragio. "Oggi - afferma l'Unhcr - è la Giornata Mondiale del Rifugiato. Questi incidenti sono un monito dei gravi pericoli che le persone affrontano quando sono costrette a fuggire dai loro paesi a causa della guerra e della persecuzione. Dall'inizio dell'anno, oltre 77mila persone hanno cercato di attraversare il Mediterraneo per raggiungere l'Europa.

Si tratta di una tra le rotte più pericolose del mondo, un viaggio che nessuno prende alla leggera. Nonostante l'eroica azione delle persone coinvolte nel salvataggio in mare, il numero di morti nel Mediterraneo continua a salire. Circa duemila persone risultano morte o disperse dall'inizio dell'anno".

Con così tante vite in gioco, l'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, "invoca nuovamente un potenziamento delle operazioni di soccorso e l'individuazione di alternative più percorribili e sicure per coloro che hanno necessità di protezione internazionale, in modo che le persone non siano costrette a intraprendere viaggi così pericolosi. Sono inoltre necessari ulteriori sforzi per affrontare alla radice le cause delle migrazioni forzate di queste persone verso la Libia, anche attraverso la risoluzione dei conflitti e la riduzione della povertà".

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