Lunedì, 18 Dicembre 2017

Massimo Di Cataldo: canto l'amore ai tempi della Blue Whale

ROMA. «Prendimi l’anima e portala via dove l'amore rimargina la pelle tua con la mia": è un inno alla vita, contro l’autolesionismo e l’isolamento, il nuovo singolo di Massimo di Cataldo, 'Prendimi l’anima', che anticipa un nuovo album. Relazionarsi con l’altro, guardarsi negli occhi, abbracciarsi è l’unico antidoto possibile contro fenomeni inquietanti come blue whale e cyberbullismo.

Alla soglia dei 50 anni, Di Cataldo canta l’amore, ma anche il disagio che ci circonda. Dopo il singolo di esordio, 'Soli', con il quale si afferma tra i cantautori di Sanremo giovani del 1994 (prima di scrivere altri grandi successi festivalieri come 'Se adesso te ne vai', 'Che sarà di me' e 'Come sei bella'), il cantautore romano, padre di una bambina, sente oggi ancora di più la responsabilità di veicolare, anche attraverso le canzoni, messaggi positivi. Era il 1995 quando, in 'Liberi come il sole', raccontava la scomparsa di un amico in seguito ad una overdose.

«L'incomunicabilità, unita all’assenza di riferimenti, ci rende spesso troppo distanti. Oggi, con i social network, un certo disagio è cresciuto invece di diminuire, soprattutto per gli adolescenti», dice Di Cataldo, convinto della necessità, da parte dei genitori, di seguire i figli e accompagnarli in un’età delicata, cercando di prevenire la caduta in certe trappole come quella dei fantomatici 'curatorì della tanto chiacchierata blue whale, la balena blu delle 50 sfide che, in una escalation di violenza e autolesionismo porterebbero al suicidio. Un fenomeno controverso, in alcuni casi una bufala, comunque una distorsione nell’uso della rete.

«I più giovani si chiudono troppo spesso nella solitudine e cadono vittime del web. E’ la cosiddetta 'blue nation', quella dei ragazzi più fragili», aggiunge il cantautore.

«Gli adolescenti di oggi non hanno punti di riferimento, spesso i genitori sono distratti, ed è facile allora che si lascino trasportare da fantomatici mentori virtuali», aggiunge.

«Ho sempre cercato, in tutte le mie canzoni, di veicolare valori legati all’importanza della vita», spiega l’artista che, nel suo primo album, cantava con Renato Zero 'Fine corsà, un invito a decelerare e ad evitare inutili prodezze in auto.

Nel video di 'Prendimi l’anima' due ragazzi soli vagano per la città senza incontrarsi, usano il telefonino per orientarsi, per ascoltare musica, per chattare e parlare, ma sono soli e malinconici, finché non si incontrano ad un concerto in un club dove, guardandosi negli occhi, finalmente sorridono, mentre Di Cataldo sul palco canta

«Puoi davvero dire ho vissuto prima di morire, non lasciare tutto perduto se vuoi che così sia».

Impegnato in un tour estivo, Massimo Di Cataldo sarà ospite del prestigioso Premio Ischia di giornalismo il 30 giugno. Sarà poi la volta del Gay Village a Roma il 13 luglio e del Premio Lunezia il 21 luglio a Marina di Carrara.

© Riproduzione riservata

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