Lunedì, 23 Aprile 2018
LA STORIA

Trovato il sosia, scarcerato in Usa dopo 17 anni

WASHINGTON. "Non credo nella fortuna, credo di essere stato benedetto": ha risposto così al Kansas City Star, il giornale della sua città, Richard Anthony Jones, condannato per una rapina in un parcheggio, che ha sempre sostenuto di non aver commesso, e scarcerato dopo 17 anni dietro le sbarre grazie alla scoperta di un sosia.

Una storia quasi dostoevskiana, ma con il doppio che in questo caso si rivela una scoperta felice. Il detenuto era ormai disperato, dopo che i suoi ripetuti appelli contro una condanna a 19 anni erano risultati vani. Ma nel 2015 sentì parlare di un uomo, pure lui in carcere, che gli assomigliava e che aveva il suo stesso nome, anche se era conosciuto come Ricky.

I suoi compagni di cella gli assicurarono che erano identici. Dopo aver realizzato che poteva essere lui l'autore della rapina, contattò il Midwest Innocent Project, una ong che fornisce assistenza legale alle persone condannate ingiustamente. "Restammo sbalorditi dalla somiglianza", ha ricordato uno dei legali che ha seguito il caso: "Tutti hanno un doppio, fortunatamente lo abbiamo trovato", ha aggiunto.

In effetti, guardando le foto, sembrano due gocce d'acqua, con gli stessi lineamenti, lo stesso pizzetto, la stessa pettinatura alla Kawhi Anthony. Non solo. Il secondo Jones vive nella Kansas City del Kansas, dove avvenne la rapina, mentre il detenuto viveva nella città omonima del Missouri, al di là del confine.

La condanna era stata inflitta solo sulla base di alcune testimonianze, senza prove del Dna o impronte digitali. E nonostante Jones vantasse un alibi: quello di essere con la fidanzata e con la famiglia quando fu compiuto il reato. Nel processo di revisione i testimoni non sono stati in grado di distinguere chi era il colpevole, così il giudice ha deciso di liberarlo in mancanza di prove.

Per ora però non è stato aperto un nuovo procedimento contro il sosia. Jones adesso sta cercando lentamente di tornare alla vita di tutti i giorni, dopo aver trascorso inutilmente 17 anni della sua vita in galera, dopo aver riabbracciato i suoi figli: "Quando si tratta di bambini, è una prova dura, ma ora hanno un'età in cui possono capire".

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