Martedì, 21 Agosto 2018
DALLE 7 ALLE 23

Comunali, 1,5 milioni di siciliani al voto
Occhi puntati su Palermo e Trapani

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PALERMO. Tutto pronto per uno dei più importanti test politici a livello nazionale. Domani poco più di un milione e mezzo di siciliani sarà chiamato al voto in 128 Comuni, numeri che fanno dell’Isola la regione maggiormente interessata da queste amministrative. Sono 15 i centri più grandi dove i sindaci saranno eletti col proporzionale, mentre 113 i Comuni dove si voterà col maggioritario.

Urne aperte dalle 7 fino alle 23, poi a seguire lo spoglio. Agli elettori sarà consegnata una scheda azzurra per il sindaco e il consigliere comunale e mentre per il presidente e i consiglieri di Circoscrizione la scheda sarà rosa.

Sarò possibile votare il sindaco e una lista o un consigliere di un’altra coalizione col cosiddetto voto disgiunto. Nel caso venga assegnata la preferenza solo a un candidato al Consiglio o a una lista, il voto andrà direttamente al sindaco di riferimento. È il cosiddetto trascinamento. Sarà anche possibile esprimere due preferenze ma in questo caso dovranno essere di sesso diverso.

La prefettura ha ricordato che “per essere ammessi al voto, gli elettori dovranno presentarsi al seggio muniti di un documento di riconoscimento valido, carta di identità o altro documento di identificazione munito di fotografia rilasciato da una pubblica amministrazione, e della tessera elettorale personale”.

Inoltre “per agevolare il rilascio della tessera elettorale non consegnata o per la richiesta di eventuali duplicati da parte di elettori che l’avessero smarrita, gli uffici comunali saranno aperti anche nei due giorni antecedenti la data della votazione”.

Per i Comuni più grandi gli eventuali ballottaggi sono previsti tra due settimane, il 25 giugno. In particolare occhi puntati sui due capoluoghi interessati, Palermo e Trapani. In tutto sono 15 le amministrazioni che saranno rinnovate col sistema proporzionale.

Si tratta di Comuni con oltre 15 mila abitanti dove il sindaco che otterrà almeno il 40 per cento delle preferenze sarà eletto direttamente, altrimenti andrà al ballottaggio. Per i Comuni con meno di 15 mila abitanti vince chi avrà avuto la metà più uno dei voti validi.

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