Giovedì, 19 Luglio 2018
STUDIO

La dipendenza da Internet provoca astinenza: gli effetti

MILANO. La dipendenza da Internet provoca sintomi fisici da astinenza proprio come accade con l’alcol, l'eroina e la cannabis: una volta disconnessi, i 'drogati' del web mostrano infatti un aumento del battito cardiaco e della pressione arteriosa.

Lo dimostra per la prima volta uno studio pubblicato su Plos One dai ricercatori dell’Università degli Studi di Milano e dell’Università di Swansea, in Gran Bretagna.

«Sappiamo che le persone dipendenti da Internet provano ansia quando si disconnettono, ma ora - spiega il coordinatore dello studio, Phil Reed - possiamo vedere che questi effetti psicologici sono accompagnati da reali cambiamenti fisiologici».

I ricercatori li hanno individuati esaminando 144 internauti tra i 18 e i 33 anni, a cui sono state misurate frequenza cardiaca, pressione sanguigna, ansia percepita e dipendenza dal web prima e dopo una breve sessione di Internet.

Le persone con un uso problematico del web (oltre il 40% del campione) hanno mostrato un aumento medio del 3-4% del battito e della pressione sanguigna dopo la disconnessione, con picchi pari al doppio in alcuni casi. Questi cambiamenti non rappresentano un pericolo immediato per la salute, ma a lungo andare possono alterare il sistema ormonale, indebolire le difese immunitarie e aumentare l’ansia, spingendo i soggetti a riconnettersi contro la propria volontà per cercare di ridurre queste spiacevoli sensazioni.

«Se l’uso problematico di Internet risulti essere una dipendenza, con effetti di astinenza fisiologici e psicologici, o se sia più da riferirsi a compulsioni, è un argomento da approfondire - afferma Roberto Truzoli dell’Università di Milano - ma questi risultati sembrano indicare che, per alcune persone, è molto probabile che ci si trovi di fronte a una dipendenza».

Ormai ci sono prove «degli effetti negativi dell’uso eccessivo del web sulla psicologia, sulla neurologia, e ora, in questo studio, sulla fisiologia. Quindi - conclude Reed - sarebbe opportuno un atteggiamento più responsabile nella commercializzazione dei mezzi di comunicazione digitali da parte delle aziende, come si fa ad esempio per l’alcol e il gioco d’azzardo».

© Riproduzione riservata

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