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A PIAZZA CROCI

Guardie giurate in sciopero in Sicilia, sit-in a Palermo: cinquemila a rischio

PALERMO. Scioperano le guardie giurate in Sicilia. Domani mattina, venerdì 21 aprile, centinaia di lavoratori provenienti da tutta l'Isola si ritroveranno alle 9 a Palermo, in piazza Croci, dove partirà un corteo verso la prefettura.

Il motivo della protesta è legato ai massimi ribassi e alle violazioni contrattuali che stanno mettendo in ginocchio un settore che conta 5 mila dipendenti in Sicilia.

A proclamare lo sciopero sono la Fisascat Cisl e la Uiltucs Uil che si scagliano contro “la pirateria contrattuale, contro le gare al massimo ribasso, contro il silenzio delle istituzioni, per garantire la legalità nel lavoro e negli appalti, contro la concorrenza sleale, per garantire l’applicazione del Contratto collettivo nazionale del lavoro di settore, per garantire un futuro dignitoso alle Guardie particolari giurate e a tutti i lavoratori degli istituti di vigilanza privata”.

I sindacati guidati da Mimma Calabrò e Marianna Flauto sono “fortemente preoccupati per la situazione che sta coinvolgendo i lavoratori della Ksm Security Spa per i quali è stata aperta procedura di licenziamento collettivo per 516 unità in tutta la Sicilia, fatto che fa particolarmente riflettere in quanto si tratta di un’azienda importante del settore che opera su tutto il territorio nazionale con più di 6.000 addetti”.

E aggiungono: “Parliamo dei servizi forniti negli aeroporti, porti, ospedali, tribunali, davanti alle banche, sul trasporto valori, tutte attività che coinvolgono la sicurezza dei cittadini, che mettono a rischio giorno dopo giorno le guardie che svolgono questi servizi e quando i costi della sicurezza vengono compressi a causa dell’abbattimento delle tariffe, tutto ciò va a scapito della qualità del servizio e il livello di rischio per tutti i lavoratori e per i cittadini diventa sempre più alto”.

I sindacati ritengono che “oggi più che mai occorre l’intervento delle istituzioni deputate al controllo e chiedono l’attivazione di un tavolo permanente istituito presso le Prefetture al quale partecipino: le questure, gli Ispettorati del lavoro, la Guardia di finanza e l’Inps affinché possano essere messi in campo controlli più stringenti che possano fungere da deterrente per le imprese considerate “poco virtuose” e possano essere sanzionate tutte quelle situazioni di irregolarità, e chiedono l’implementazione dei controlli sulle stazioni appaltanti e una seria lotta alla corruzione che ancora si annida nel settore degli appalti, per ripristinare quel sistema di legalità da tutti invocato a parole ma non garantito nei fatti”.

Quindi Calabrò e Flauto ricordano che “negli ultimi anni questo settore che opera anche attraverso appalti pubblici, anche grazie alla totale assenza di controllo degli organi preposti, ha assistito alla nascita di tante piccole imprese che operano al limite della legalità e all’aggiudicazione dei bandi al massimo ribasso con l’avallo delle commissioni preposte alla verifica, senza che venga effettuato alcun reale ed efficace controllo circa le anomalie dell’offerta.

Ciò ha favorito e ha contribuito all’imbarbarimento di tutto il settore, dove le piccole imprese, nate come funghi fuori dalle regole, riescono a stare sul mercato creando le condizioni di una concorrenza sempre più sleale che non si misura sull’efficienza, sulla competenza, sull’esperienza e sulla qualità ma sull’abbattimento dei costi, realizzati solo ed esclusivamente sulla pelle dei lavoratori ed in barba al livello della qualità dei servizi a danno dei fruitori/ utenti e di tutta la collettività”.

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