Lunedì, 26 Giugno 2017
STUDIO INGLESE

"L'intelligenza artificiale può prevenire gli infarti"

ROMA. L’intelligenza artificiale può salvarci dagli attacchi di cuore.

E’ quanto sostiene uno studio avviato oltre 10 anni fa dall’Università britannica di Nottingham e pubblicato adesso sulla rivista Plos One.

I medici hanno diversi strumenti a disposizione per monitorare lo stato di salute dei loro pazienti e fare delle diagnosi precoci, ma contro la complessità del corpo umano non c'è partita. Secondo i ricercatori, tuttavia, l’intelligenza artificiale può venire in nostro aiuto grazie ad algoritmi che imparano da soli a riconoscere precocemente i segni del malfunzionamento del cuore.

Ogni anno, quasi 20 milioni di persone muoiono a causa di malattie cardiovascolari, come ictus, occlusioni nelle arterie, disfunzioni del sistema circolatorio in genere, e soprattutto infarti.

Nel tentativo di prevedere questi casi, molti medici si rifanno a linee guida simili a quelle di società scientifiche come l’American College of Cardiology (ACC)e l’American Heart Association (AHA), basate entrambe su otto fattori di rischio, i principali dei quali sono età, livello del colesterolo e pressione sanguigna.

I ricercatori dell’Università di Nottingham, coordinati da Stephen Weng, hanno utilizzato le linee guida per 'istruirè quattro algoritmi di apprendimento automatico. A questi hanno fatto poi analizzare enormi quantità di dati provenienti dalle cartelle cliniche elettroniche di oltre 378mila pazienti nel Regno Unito. Gli algoritmi hanno quindi realizzato le loro linee guida e nel 2005 avevano già previsto quali pazienti avrebbero avuto il loro primo evento cardiovascolare nei successivi 10 anni. Poi nel 2015 hanno controllato le loro previsioni.

I quattro algoritmi sperimentati sono risultati nettamente migliori rispetto ai tradizionali metodi di previsione che tengono conto delle linee guida delle società scientifiche. E tra questi, uno in particolare è riuscito a prevedere il 7,6% in più di eventi cardiovascolari rispetto alle linee guida messe a punto dai medici.

© Riproduzione riservata

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