Venerdì, 23 Giugno 2017
SONDA DAWN

Studio: scoperte su Cerere molecole fondamentali per la vita

ROMA. Per la prima volta sono stati visti con certezza 'mattoni' della vita fuori dal nostro pianeta: si trovano sul pianeta nano Cerere.

La scoperta, pubblicata su Nature sotto la guida di Maria Cristina De Sanctis, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), e fatta grazie a uno strumento italiano a bordo della sonda Dawn, indica che queste molecole fondamentali per la vita si sarebbero formate in modo spontaneo sulla superficie del pianeta nano.

«Non avevamo mai visto così tanta chiarezza - ha spiegato De Sanctis - la presenza di materiali organici su altri corpi celesti. E, cosa ancora più importante, è che quasi certamente si sarebbero originati in loco, su Cerere, e non trasportati dall'impatto di altri oggetti».

Vir, lo spettrometro fornito dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) con la guida dell'Inaf e realizzato da Leonardo, ha individuato senza ombra di dubbio la presenza di materiale organico in un'area di circa mille chilometri quadrati.

Vari elementi indicherebbero che queste molecole considerate come dei mattoni fondamentali per la vita possano essersi formate direttamente sulla superficie di Cerere, dove sono presenti moltissimi materiali ricchi di carbonio, argille e grandi quantità di acqua allo stato ghiacciato.

«Non si tratta di tracce di vita - ha precisato De Sanctis - ma di un 'concentrato' di composti molto interessanti che rendono Cerere un luogo di grande 'appeal' per lo studio sull'origine della vita».

Varie missioni spaziali, come l'europea Rosetta, avevano già individuato la presenza di molecole organiche in vari corpi celesti ma si trattava soprattutto di amminoacidi, le componenti base delle proteine, e le osservazioni non offrivano certezze assolute.

I nuovi dati di Dawn dimostrano ora con certezza la presenza dei cosiddetti composti alifatici, gli elementi base usati dagli esseri viventi per la costruzione delle membrane cellulari.

«Non sappiamo ancora - ha spiegato l'astrobiologa Daniela Billi, dell'università di Tor Vergata ed estranea allo studio - come si sia sviluppata la vita sulla Terra, se attraverso processi avvenuti interamente sul pianeta oppure se trasportati 'preconfezionati' dall'esterno, oppure ancora un mix delle due».

Ma grazie ai nuovi dati sappiamo che alcune componenti base della vita possono avere origine in corpi celesti come Cerere.

«Composti - ha aggiunto Billi - che potrebbero essere stati trasportati, attraverso piogge di meteoriti, anche su Europa e Encelado dove potrebbero esistere le condizioni per lo sviluppo della vita».

© Riproduzione riservata

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