Questo sito contribuisce all’audience di Quotidiano Nazionale

Trionfo americano per The Young Pope, Sorrentino: altre stagioni se il pubblico vorrà

PASADENA. Calda accoglienza a Los Angeles per Paolo Sorrentino e Jude Law che, all'annuale incontro dei critici televisivi, hanno presentato ai giornalisti americani The Young Pope, la produzione originale Sky, HBO, Canal + prodotta da Wildside e coprodotta da Haut et Court Tv e Mediapro, la cui prima puntata è andata in onda ieri sera sul canale via cavo HBO.

Incassate le recensioni molto positive da parte della stampa specializzata - Variety ha definito Paolo Sorrentino 'uno dei più feroci e inventivi commentatori dei malanni della società odierna' - regista e protagonista hanno risposto alle domande del pubblico di critici televisivi incuriositi soprattutto da un aspetto: rappresenta la figura di Papa Pio XIII una possibile futura versione della Chiesa?

E rappresentano le sue istanze conservatrici il ritratto del momento che stiamo attraversando nella storia, il rinnovato entusiasmo degli elettori per l'uomo forte che prende il comando?

Paolo Sorrentino ha spiegato che sì, dopo l'attuale Papa Francesco, potrebbe essere possibile l'elezione di una figura come quella dell'americano Lenny Belardo, che molti esperti vaticanisti hanno dichiarato possibile uno scenario ultraconservatore nel quale, dopo il Papa argentino e in opposizione al suo percorso, la Chiesa possa vivere una situazione simile a quella descritta nella serie televisiva da lui creata.

Quanto al ritratto dell'uomo forte al comando, il regista napoletano spiega:

«Ho scritto questa sceneggiatura anni fa, in tempi non sospetti, quindi non si tratta di una premonizione ma della semplice idea di investigare il mondo della Chiesa, di conoscerla più profondamente, non nel modo a volte scandalistico, altre edulcorato con cui spesso viene dipinta. Non è un commento su cosa sta succedendo nel mondo ma certo riflette questo momento e mostra cosa può significare dare fiducia e il voto a uno sconosciuto».

Jude Law ha raccontato la sua interpretazione e i suoi iniziali timori:

«Ho iniziato studiando il mondo della Chiesa poi Paolo mi ha dato la chiave, dovevo concentrarmi sul personaggio di Lenny, l'uomo che cerca di capire la sua fede, che pensa, avendo raggiunto il vertice, di avere ora una linea diretta con Dio, ma quella linea diretta dà il segnale di occupato. Dovevo interpretare l'orfano segnato dalla mancanza di amore, che cerca di capire la realtà di questo mondo. I costumi mi hanno dato una grossa mano, sebbene non siano stati piuttosto comodi. Probabilmente fossi stato solo un pò più vecchio non sarei stato in grado di portare addosso tutto quel peso».

Sia Sorrentino che Law hanno annunciato che ci saranno altre stagioni, molto probabilmente più d'una se il consenso del pubblico lo consentirà, della storia di papa Belardo.

Persone:

Caricamento commenti

Commenta la notizia