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Sara Daniele insieme al padre Pino
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Pino Daniele, il ricordo della figlia Sara: guardo il cielo, e cerco te

NAPOLI. C'è il dolore della figlia Sara, c'è il ricordo della sua città.

A due anni dalla sua morte, Pino Daniele non è stato affatto dimenticato. E sono in tanti che lo hanno ricordato: cantando le sue canzoni, dedicandogli un tweet, postando una foto su Instagram.

Come ha fatto Sara, sua figlia:

«Hai scritto per me "Sara non piangere", in cui mi dici di guardare il cielo ed inseguire un sogno vero, ma sono due anni ormai che l'unica cosa che cerco guardando il cielo sei tu. A me in realtà sembra un incubo da cui non riesco a risvegliarmi, ancora spero di entrare in casa e sentire la chitarra suonare, oppure aprire la porta e vedere te che sorridendo mi dici che era solo un brutto scherzo. Però sai, penso sia arrivato il momento di spegnere l'immaginazione e realizzare che non torni più. Proverò a cantare assieme agli altri, camminare per il lungomare che tanto adoravi , e vederti in giro per i vicoli. Sarai sempre per noi, l'ultima nota di una canzone che non doveva finire ma suonare in eterno. Ti amo infinitamente».

Sara ha dunque affidato le sue parole ad una foto in bianco e nero: lei è piccola, Pino ride.

E oltre Sara sono stati anche i suoi amici a non dimenticarlo sui social.

C'è Eros Ramazzotti: «Amico mio, è già due anni che sei in tour tra le stelle, chissà quanti cuori avrai fatto ancora innamorare».

C'è Clementino: «Il 4 gennaio di due anni fa sei andato via maestro...Nel mio cuore un ricordo indelebile...Òssai comm fa...».

E poi c'è Edoardo Bennato: «Due anni fa abbiamo perso un grande musicista. E un amico. Ha raccontato Napoli senza retorica e senza smancerie. Ciao Pino», scrive.

E poi, su tutti, ci sono i suoi fan, migliaia. Qualcuno posta un disegno «Amore senza fine», qualcuno suona con la chitarra la sua intramontabile 'Napule è.

E c'è poi chi scrive: «Ciao Pino, non ti abbiamo dimenticato e non ti dimenticheremo mai».

Per poi salutarlo così: «Se qualcuno dovesse dirmi parlami di Napoli io parlerei di te. Ciao Guagliò».

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