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STATO DI ALLERTA

Usa, agenti nel mirino: 4 imboscate in un giorno, un morto in Texas

NEW YORK. Finita la caccia all'uomo in Texas, dove è stato arrestato l'uomo che ha sparato a un agente di polizia uccidendolo in un'imboscata a San Antonio. Il killer era in un'auto insieme ad una donna e ad un bambino di due anni. L'uomo arrestato si chiama Otis Tryone McKane, ha 31 anni ed è afroamericano. Per ora nulla è stato detto sul movente dell'omicidio del poliziotto. La polizia afferma di restare vigile per la possibilità che in giro vi siano altre persone pronte a sparare ad agenti in servizio.

L'agente è stato assassinato a sangue freddo con un colpo alla testa mentre stava facendo una multa, un altro a cui hanno sparato in faccia e che ore lotta con la morte, altri due agenti feriti in altrettanti agguati: tutto nell'arco di 24 ore negli Stati Uniti, dove la polizia sembra essere sempre più nel mirino in una spirale di tensione. Secondo le prime informazioni diffuse dalle autorità, in almeno due casi si parla di imboscate.

La polizia è in «elevato stato di allerta» in tutto il Paese, e per le forze dell'ordine la cosa più preoccupante è che in tre casi i presunti responsabili avrebbero deliberatamente preso di mira proprio gli agenti. A San Antonio, in Texas, un agente di nome Benjamin Marconi, 50 anni, è stato ucciso mentre si trovava all'interno della sua auto in quello che viene definito un agguato. È in corso una caccia all'uomo per catturare il killer, considerato «estremamente pericoloso».

La sua identità non è stata rivelata, ma dall'identikit diffuso dalle autorità sembra trattarsi di un giovane di colore di 20 o 30 anni che indossava felpa con cappuccio e pantaloni larghi. Il sospettato è arrivato in auto e si è posizionato dietro al veicolo di servizio dell'agente, che stava compilando una multa, quindi lo ha avvicinato e gli ha sparato alla testa. Marconi è il 58esimo membro delle forze dell'ordine morto quest'anno nel corso di sparatorie, in crescita rispetto alle 41 di tutto il 2015.

A Saint Louis, in Missouri, un sergente della polizia di 46 anni è stato colpito con due proiettili alla faccia mentre si trovava nell'auto di servizio ed è in condizioni critiche, e anche in questo caso l'episodio è stato identificato come un agguato. Il sospettato è poi stato ucciso dopo un confronto a fuoco con la polizia: si sarebbe trattato di un soggetto coinvolto in rapine, furto d'auto e forse un omicidio, e pare che temesse di essere riconosciuto.

Un altro agente è stato ferito a Gladstone, sempre nel Missouri, a un posto di blocco. Il sospettato è scappato a piedi ed è stato ucciso dalle forze dell'ordine. Mentre a Sanibel, in Florida, un poliziotto è stato ferito alla spalla ed è stato ricoverato in ospedale. In questo caso l'autore della sparatoria è stato catturato vivo e ora si trova in carcere. Intanto, a Chicago, quello appena trascorso è stato l'ennesimo fine settimana di sangue: il Dipartimento di polizia ha confermato che nella città di Al Capone nove persone sono state uccise e almeno altre 19 sono rimaste ferite nel corso di sparatorie tra venerdì e domenica sera. Tra le vittime c'è anche Jovan Wilson, nipote 15enne del deputato democratico dell'Illinois Danny Davis. Il giovane si trovava nella sua casa quando due adolescenti, Tariq Harris di 16 anni e Diajae Banks di 17, hanno fatto irruzione e gli hanno sparato alla testa, uccidendolo sul colpo. I due sono stati arrestati e verranno giudicati come adulti, con l'accusa di omicidio di primo grado.

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