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L'INTERVISTA

Il caso tangente alla Regione, Crocetta: "Con le rotazioni diamo un colpo ai corrotti"

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PALERMO. La prima maxi rotazione il governo Crocetta la effettuò nel settore della Formazione: era l'Inizio del 2013, a pochi mesi dalle elezioni. Poi toccò al Territorio e Ambiente. Tutti «settori caldi», dai quali negli anni a seguire, sono scaturite inchieste giudiziarie. «In questi anni noi stessi abbiamo individuato numerosi casi, il fatto che questo dipendente non si trovasse più in quel posto significa che le politiche di rotazione attuate hanno contribuito a scombinare i giochi», dice il presidente della Regione, Rosario Crocetta, commentando l'inchiesta che coinvolge Salvatore Rando, dirigente del Dipartimento Energia.

Significa che basta maggiore attenzione per prevenire casi di corruzione?
«Gli interventi fatti preventivamente e legati alle maxi rotazioni significano che c'è una maggiore attenzione rispetto al passato anche da parte dei dirigenti, degli assessori. Prima tutto questo passava sottotraccia. Il fatto che quel dipendente non fosse più in quel posto è la prova di questa maggiore attenzione».

Che tipo di azione ha messo in campo il governo?
«Con la riforma degli Urega abbiamo previsto norme in materia di trasparenza sui lavori pubblici: abbiamo preparato alcuni articoli che prevedono tempi certi per celebrare gare e l' allargamento delle commissioni di gara delle quali potranno far parte diverse centinaia di dirigenti. Anche nella legge su appalti abbiamo introdotto il principio della responsabilità per quei dirigenti che non rilasciano un provvedimento».

I tempi della burocrazia sono una parte del problema...
«La questione legata ai tempi è determinante, il ritardo nel rilascio delle autorizzazioni può celare il tentativo di corruzione o può alimentarla, la corruzione si insinua nei ritardi. Per questo è stata prevista una norma che regola il silenzio -assenso e la responsabilità dei dirigenti».

In questi anni è stata spesso l'amministrazione a denunciare...
«Il mio è un governo che questi episodi di corruzione li ha denunciati fin dall'inizio. È un governo che non fa più sconti. Il caso più eclatante fu quello al Territorio e Ambiente: l' assessore Lo Bello venne a raccontarmi i sospetti e siamo andati in Procura a denunciare tutto.
Ciò dimostra che non bastano solo le norme: servono più controlli e maggiore collaborazione».

Collaborazione da parte di chi?
«Voglio dire una cosa con molta chiarezza e mi rivolgo ai cittadini e agli imprenditori che ricevono richieste: invece di acconsentire vengano da me e vengano a raccontare a me personalmente quello che accade. Chi chiede soldi con quasi certezza finirà in galera. Il mio invito agli imprenditori è di ribellarsi, ribellarsi come si fa contro la mafia e contro il racket. Io sono a disposizione di imprenditori e cittadini, sono disposto a sentirli personalmente perché abbiano giustizia e abbiano la possibilità di lavorare onestamente. Le norme non servono invece se i cittadini accettano richieste di tangenti. E un altro invito è rivolti a tutti quei funzionari onesti, e sono tanti: denuncino i colleghi, non saranno lasciati soli».

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