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TERRITORIO E AMBIENTE

Contributi non pagati a 36 collaboratori: maxi-multa per la Regione

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E dal primo dicembre 14 di loro saranno riassunti al dipartimento Territorio

PALERMO. Mazzata sui conti della Regione. L’Inps ha multato l’assessorato al Territorio e ambiente per non avere pagato i contributi di 36 lavoratori assunti come co.co.co, cioè collaboratori, dal primo gennaio 2014 al 31 dicembre 2016, termine poi fissato al 6 marzo 2015, data in cui è stata deliberata la fine del contratto.

In tutto la Regione dovrà pagare 572 mila euro di cui 360mila di contributi, 207 mila di sanzioni e 3.900 di interessi di mora. Interessi che lieviteranno se non saranno pagati entro 30 giorni. Ma c'è di più: 14 precari dal primo dicembre torneranno in servizio al dipartimento.

I 36 precari si occupavano da anni delle pratiche dell’ufficio Via Vas, uno dei più ingolfati della Regione per le tantissime istanze rilasciate relative ad autorizzazioni ambientali. Il problema nasce all’inizio del 2014, alla scadenza dei loro contratti che non potevano essere più rinnovati perché avevano superato il limite massimo consentito dalla legge.

Il dirigente Tano Gullo li reclutò allora con la formula del co.co.co, come collaboratori. Ma nel marzo 2015 il nuovo dirigente Maurizio Pirillo revocò i contratti sostenendo di avere riscontrato delle anomalie e dei problemi a livello di copertura finanziaria. I 36 precari continuarono comunque a lavorare senza percepire alcuno stipendio, in attesa che l’Ars introducesse una norma per salvarli. Questo avvenne solo in parte, con l’Ars che autorizzò la Funzione pubblica ad avviare un tentativo di conciliazione. L’accordo è arrivato coi 14 lavoratori che avevano i requisiti: dal primo dicembre torneranno al lavoro al dipartimento. Gli altri che non avevano i requisiti, perché magari avevano un altro lavoro, resteranno fuori.
La conciliazione prevede che i 14 precari che torneranno alla Regione rinuncino alle cause pendenti e agli stipendi che avrebbero dovuto percepire nei nove mesi circa in cui lavorarono praticamente gratis.

Ma l’Inps sostiene che negli anni in cui i 36 precari lavorarono come precari la Regione avrebbe dovuto pagare i contributi e non l’ha fatto. Ecco perchè ha multato la Regione, chiedendo il pagamento non solo dei contributi (che la Regione si era comunque impegnata a pagare) ma anche della sanzione.
A seguire la loro vicenda sin dall’inizio è stata Mariella Maggio, parlamentare del Pd all’Ars: “Finalmente – dice Maggio - dopo diversi anni si è conclusa una vicenda che vede il giusto riconoscimento per questi lavoratori che svolgono ruolo determinante all’interno dell’assessorato dove per carenza di personale ci sono tantissime pratiche arretrate”.

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