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IL CASO

Stipendi gonfiati e indennità non dovute? Sui forestali scoppia una nuova bufera

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PALERMO. Ci sono forestali che avrebbero percepito l'indennità di reperibilità tutto l'anno, in maniera indiscriminata, anche quando nevicava e non c'era alcun pericolo d'incendio all'orizzonte. Altri avrebbero incassato un 10 per cento in più legato al ruolo di capo operaio pur non avendone diritto.

L'ultimo caso scoppiato nella galassia dei 24 mila forestali interessa circa 200 operai a tempo indeterminato che adesso rischiano di dover restituire qualcosa come mezzo milione di euro di stipendi già intascati.

È più di un sospetto quello messo nero su bianco da Antonio Viavattene, dirigente dell'ufficio che gestisce e controlla la campagna antincendio. È lui che ha il compito di verificare i progetti svolti dai forestali e la loro regolarità. Nell'ultima verifica effettuata nei mesi scorsi avrebbe però riscontrato qualcosa che non andava. In una nota interna inviata ai dirigenti provinciali del Comando forestale, Viavattene ha chiesto di rivedere i conteggi relativi ai pagamenti e di «procedere prontamente a recuperare le eventuali somme indebitamente corrisposte ai lavoratori interessati per scongiurare il possibile avvio di procedimenti disciplinari e di azioni di responsabilità».

Secondo Calogero Cipriano della Fai Cisl, però, «questa decisione non sta né in cielo né in terra. Ci sono aspetti contrattuali di cui si può discutere, ma non può essere una disposizione retroattiva, il pregresso è stato già svolto e pagato, c'è gente che ha dato la propria disponibilità con un preciso ordine di servizio. Parliamo di oltre 1.500 euro già pagati a ogni lavoratore».

Le somme da restituire rischiano però di lievitare. Sono due le principali anomalie riscontrate da Viavattene. La prima riguarda l'indennità di capo operaio, che ha il compito di coordinare le squadre antincendio. Questa somma si aggira sul 10 per cento circa dello stipendio e secondo il dirigente è stata erogata in maniera indiscriminata nonostante a suo avviso «nel piano regionale antincendio non vi è alcun riferimento a responsabilità di coordinamento delle squadre di operai di pronto intervento che possa essere affidata a un operaio forestale anche a tempo indeterminato».

L'altra anomalia riguarda la reperibilità, che rientra in una indennità omnicomprensiva pari al 20 per cento dello stipendio e che secondo Viavattene «la si può disporre solo allorquando si determino condizioni veramente eccezionali, nell'immediatezza del configurasi del pericolo. Sembra invece che l'indennità sia stata inserita per tutti gli operai per 6 giorni al mese e per tutti i mesi dell' anno».

Viavattene ricorda quindi che «salvo casi eccezionali come antincendio o calamità naturali, il ricorso alla reperibilità riveste il carattere dell'atipicità e dell'occasionalità e che eventuali abuso potrebbero costituire responsabilità amministrativa».

L'assessorato guidato da Maurizio Croce sta seguendo la vicenda che è prettamente amministrativa e per martedì ha già previsto un incontro di tutti i dirigenti del settore che proveranno a verificare caso per caso le eventuali anomalie. Gli uffici gettano acqua sul fuoco sostenendo che gli errori, se ci sono sono, riguardano sparuti casi.

Così dall'assessorato confidano di risolvere presto la vertenza che intanto si somma a un altro caso, quello degli arretrati contrattuali che secondo una sentenza della Cassazione sono illegittimi. Il recupero delle somme, pari a circa 40 milioni, è stato avviato dal Comando forestale e non dall'Azienda ma al momento tutto l'iter sarebbe congelato, così come la riforma del settore varata dall'assessore Antonello Cracolici resta impantanata negli uffici che ne starebbero ancora verificando l'idoneità.

A tenere banco per ora è il caso delle indennità ritenute illegittime. I sindacati hanno chiesto e ottenuto di essere ricevuti e il 24 novembre incontreranno tecnici e dirigenti dell'assessorato al Territorio per capire cosa sta accadendo. Anche perché secondo Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, la vertenza «ha fatto scaturire un clima di confusione e incertezza» e «sta causando la mancata erogazione degli stipendi per circa 6.500 unità fin dal mese di settembre».

Sulla vicenda interviene anche Alfio Mannino, segretario generale della Flai Cgil Sicilia: "La sensazione - dice - è che sulla pelle dei forestali si stia sollevando l’ennesimo polverone e innescando un clima da caccia alle streghe immotivato e ingiusto".

Dal Comando forestale sostengono però che sono gli operai attendono solo il pagamento di 17 giornate di lavoro che a breve saranno erogati.

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