Lorella Cuccarini, 51 anni e non sentirli: dal palco di Fantastico a icona della tv italiana

ROMA. Correva l'anno 1985: una ventenne romana bionda e scatenata saliva al teatro Delle Vittorie sul palcoscenico dello show del sabato sera condotto da Pippo Baudo: Fantastico 6, prendendo il posto della superstar di quegli anni, l'americana Heather Parisi.

È l'inizio della leggenda che le vuole rivali: Parisi o Cuccarini, tipo Battisti e Baglioni, per le ragazze di quegli anni s'intende.

Trentuno anni dopo Rai1 le riunisce per due serate tv evento, il 2 e 3 dicembre: Nemica Amatissima, evocativo già dal titolo. Al teatro 5 di Cinecittà mentre con Lucio Presta visita lo studio immenso costruito come un'arena, Cuccarini in un'intervista ricorda: «Ero eccitata, l'anno prima guardavo Heather in televisione e impazzivo per lei, così carismatica, dotatissima, essere scelta per Fantastico era un sogno. Ci incrociammo sul quel palco di Fantastico 6 la prima volta, non fu amichevole per la verità, poi qualche mese dopo a Serata d'onore a Montecatini, sempre con Baudo dovevamo esibirci insieme ma lei più che provare marcò i suoi passi, tutta sulle sue e senza mai levare gli occhiali da sole, solo poi in serata durante la diretta ballammo davvero».

Ma questo, dice Lorella - classe 1965 - rispetto a quell'epoca di balletti e hit cult come La notte vola (era la sigla di Odiens), è accaduto molti anni fa. Le strade percorse completamente diverse (Cuccarini è anche scrittrice, esce da Piemme in questi giorni Ogni giorno il sole).

«Io volevo fare Raffaella Carrà, impazzivo per Liza Minnelli e Shirley MacLaine, ballare ma non solo, intrattenere soprattutto. E qualcosa di buono ho fatto, anche se onestamente oggi penso che per un ragazzo di talento sia tutto più difficile, prima c'era un talent scout e non ti mollava mai, ti guidava e ti proteggeva, oggi ci sono i talent show che ti fanno emergere ma è faticosissimo durare da soli».

E ora che senso ha ritrovarsi dopo tutti questi anni con Heather Parisi?

«Innanzitutto la voglia di divertimento e di intrattenere il pubblico. Entrambe piene di energia e in un contesto televisivo di evento davvero raro. È tempo, anche per la nostra età, di vivere il palcoscenico con leggerezza. Nell'ironia, sin dal titolo, e nel gioco è il senso del programma. Quando Lucio Presta mi ha parlato del programma sono impazzita subito per l'idea di un varietà importante con i crismi del passato dopo aver vissuto anni di show in spending review mi è sembrato fantastico. Lavorare con quell'artigianalità di un tempo è davvero una rarità».

Due star della tv degli anni '80, uno show all'antica, non sarà troppo vintage di questi tempi?

«Sono due serate evento, il nostro pubblico è trasversale con le nostre fan di allora che ci seguono con i figli. La nostalgia non è una parola brutta se ci riporta ad un sogno. Detto questo la costruzione del programma è assolutamente contemporanea: insomma ci sono le pietre miliari, di Cicale e Sugar Sugar, ma la tv è quella di oggi e noi ci stiamo bene».

Quando vi siete viste qualche settimana fa, dopo tutto questo tempo cosa vi siete dette?

«Divertiamoci».

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