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IL CASO

Seus, ai dipendenti vietati incarichi di vertice in altre associazioni: scoppia la protesta

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PALERMO. Gli oltre tremila dipendenti della Seus, la società che gestisce il 118 in Sicilia, non potranno svolgere incarichi di vertice in altre associazioni di volontariato, neanche a titolo grauito. Lo prevede una direttiva firmata dal presidente della società regionale, Gaetano Montalbano, che ha innescato la dura reazione di una delle principali associazioni del settore, la Croce Rossa.

“Abbiamo letto con preoccupazione e incredulità la lettera del presidente della Seus – dicono il presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca, e il presidente della Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia, Roberto Trucchi – lettera che è rivolta ai suoi dipendenti su una presunta incompatibilità tra incarichi in associazioni di volontariato e l’impiego con la Seus, intimando le dimissioni da eventuali incarichi per mantenere il posto di lavoro. Questa minaccia limita l’esercizio dei diritti dei nostri volontari e va contro la legge del volontariato ed è una decisione incredibile dal punto di vista etico e giuridico”.

Montalbano però ha spiegato che “la nota è molto chiara e non riguarda i volontari a titolo gratuito. Altra cosa è chi riveste cariche di vertice che vanno in diretta concorrenza con i servizi che può svolgere anche la Seus, attività che sono vietate dalla legge sulle incompatibilità”.

In sostanza ci sarebbero dipendenti della società di emergenza che ricoprirebbero cariche di vertice in altri enti. Il caso emblematico è quello del presidente della Croce Rossa siciliana, Luigi Corsaro, soccorritore della Seus. La Croce Rossa, non più ente pubblico ma onlus, gestisce ad esempio il trasporto organi regionale presso il Centro trapianti ponendosi dunque in diretta concorrenza con la Seus, servizio per altro in scadenza. Per cui anche a titolo gratuito il ruolo di Corsaro sarebbe incompatibile. Ecco il motivo della direttiva di Montalbano.

Tra i due enti è in corso un dialogo, Rocca e Montalbano ne hanno già discusso e l’argomento sarà affrontato in commissione Sanità all’Ars. Ma la Croce Rossa non vuol sentire ragioni. “Abbiamo mandato una lettera al presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta – prosegue Rocca - perché fermi immediatamente la decisione arbitraria dei vertici della Seus contro il volontariato siciliano, altrimenti si creerebbe un precedente molto pericoloso contro chi dedica il proprio tempo libero per aiutare chi ha bisogno. Vogliamo ricordare che in Sicilia il 118 è gestito in maniera monopolistica dalla Seus e che quindi non c’è nessuna competizione con alcuna associazione di volontario”.

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