Simona Ventura riparte da "Selfie": non pensavo di vivere emozioni così forti - Foto

ROMA. «Non pensavo di vivere emozioni così forti e profonde: questo programma è una sorta di seduta collettiva che sta cambiando ognuno di noi».

Con la grinta e l'entusiasmo di sempre, Simona Ventura è pronta ancora una volta a rimettersi in gioco: da lunedì sarà in prima serata su Canale 5 alla guida di 'Selfie - Le cose cambiano', il nuovo programma coprodotto da Fascino e Pesci combattenti che ogni settimana darà l'opportunità a persone di ogni età di affrontare e risolvere le proprie debolezze.

«È la prima volta che lavoro con le persone 'comuni' ed è una grande soddisfazione: fai del bene a chi lo merita. Dopo trent'anni di carriera non avrei potuto desiderare niente di meglio», premette Simona, che è stata Iena, 'spalla' della Gialappa's, conduttrice scatenata dell'Isola dei Famosi dove poi
è tornata da naufraga, passando per i siparietti ironici di Quelli che il calcio, la 'cattiverià della giuria di X-Factor e lo spirito di adattamento del Contadino cerca moglie.

E senza dimenticare Sanremo 2004, l'edizione forse più difficile della storia del festival.

«Aiutiamo le persone che ci mandano video-selfie denunciando le loro difficoltà, fobie, insicurezze. Una formidabile squadra di Mentori, che si confronta in modo passionale e agguerrito in una sorta di arena di Star Wars,
decide se aiutare o meno coloro che ci hanno scritto, assumendosene la responsabilità e seguendone il percorso».

Tre le coppie di Mentori, formate da Katia Ricciarelli/Simone Rugiati, Alessandra Celentano/Ivan Zaytsev e Stefano De Martino/Mariano Di Vaio, a loro volta sottoposte a una giuria composta da Aldo Montano, Tina Cipollari, Paola Caruso, Daniela Del Secco d'Aragona e Yuri Gordon e a una giuria popolare formata dal pubblico in studio.

«Dietro chi chiede di rifarsi il seno o di cambiare un difetto fisico, c'è spesso la storia difficile di una persona che non si accetta o non ha le possibilità economiche per cambiare. In una società in cui tutti 'dobbiamo' essere forti, la sensibilità diventa un minus, non un plus. Ma non è giusto che i deboli soccombano sempre», sottolinea Ventura, che non ha mai nascosto di aver superato tante insicurezze.

«Con l'aiuto di psicologi, chirurghi di altissimo livello cerchiamo di trattare anche fobie e patologie psicofisiche. Ma ci saranno anche storie divertenti. Il bello è uscire dallo studio sapendo di aver fatto qualcosa di tangibile per gli altri, specialmente quando, come me, hai avuto tutto dalla vita, in termini di soddisfazioni, lavoro, sentimenti».

Nato per Italia 1, «e con un budget da Italia 1», il programma è stato poi destinato alla prima serata di Canale 5 e sfiderà 'La mafia uccide solo d'estate' su Rai1. Ma Simona Ventura parte con il «low profile: sui numeri non sono mai stata così feroce, ho imparato a percepirlo lavorando anche sulle reti specializzate. Preferirei piuttosto che 'Selfie' diventasse un
cult, che il pubblico cominciasse a guardarlo, a parlarne.

Ringrazio Mediaset e Maria De Filippi per il coraggio che hanno avuto di insistere su questa start up, in un momento sicuramente difficile. Sono convinta che il programma stupirà per la sua profondità», sottolinea Ventura, che pure rivendica la sua «tv pop, di intrattenimento, ironica» e sabato sarà ospite di Tu sì che vales divertendosi a dividere la poltrona di giudice con la De Filippi. Nell'epoca delle doppie identità reali e virtuali generate dai social network, della valanga di foto condivise
sugli smartphone, il programma punta a intercettare lo 'spirito del tempo':

«I social? Non puoi non esserci», ammette Simona.

«Penso che siano un banco di prova molto interessante anche sul piano creativo ed editoriale. Ma non leggo mai i commenti: ho visto colleghi soffrire moltissimo per colpa dei 'leoni da tastiera', come li chiamerebbe Selvaggia Lucarelli. La maggioranza, che ti vuole bene, è silenziosa».

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