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WhatsApp sfida Skype: al via le videochiamate, saranno criptate

NEW YORK. WhatsApp, la chat più diffusa al mondo, colma il gap con i rivali: la compagnia di proprietà di Facebook ha annunciato il lancio delle videochiamate, che saranno a disposizione del miliardo e passa di utenti della app. La novità sta arrivando in queste ore in 180 nazioni su iPhone, smartphone Android e Windows. Al pari dei messaggi e delle telefonate, le videochiamate su WhatsApp saranno criptate, inaccessibili agli hacker ma anche alle agenzie governative. «Siamo entusiasti di poter offrire al mondo le videochiamate. A volte voce e testo non sono sufficienti: non c'è sostituto alla visione di un nipote che compie i suoi primi passi, o del viso di una figlia mentre è a studiare all'estero», si legge sul blog di WhatsApp, che ora compete con le videochiamate di Skype, Facebook Messenger, Snapchat, FaceTime di Apple e Duo di Google.

La nuova funzione, prosegue la compagnia, sarà «a disposizione di tutti, non solo di chi può permettersi nuovi e costosi telefoni o vive in Paesi con le migliori reti cellulari». Le videochiamate su WhatsApp saranno protette dalla crittografia 'end-to-end', cioè da estremità a estremità, che consente la fruizione del contenuto solo a mittente e destinatario e impedisce a chiunque tenti di intercettare testo, audio e video nel loro percorso dall'uno all'altro smartphone. Il contenuto è precluso alla stessa WhatsApp, che quindi non può rivelarlo nemmeno in caso di richiesta da parte dell'autorità giudiziaria. Stando alla «Classifica della privacy dei messaggi» diffusa il mese scorso da Amnesty International, che valuta come le chat usino la crittografia per proteggere la privacy degli utenti e la libertà d'espressione, WhatsApp e Messenger sono le più sicure, mentre sul versante opposto della graduatoria si trovano Snapchat e Skype.

La stretta della Silicon Valley, con dispositivi e app sempre più a prova di intrusione, è iniziata dopo l'esplosione dello scandalo Datagate nel 2013 (la sorveglianza di massa operata dall'agenzia Usa per la sicurezza nazionale) ed è finita sotto i riflettori all'inizio di quest'anno per il caso dell'iPhone del killer di San Bernardino, che ha contrapposto Apple e gli altri big tecnologici all'Fbi. A disputa ancora in corso la Internet Association, di cui fanno parte 40 compagnie tra cui Google e Facebook, ha ora scritto al presidente eletto degli Usa Donald Trump per chiedergli di proteggere la crittografia e di non imporre alle aziende di rendere i propri prodotti vulnerabili.

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