IL CASO

Pena di morte in Cina, giustiziato Jia Jinglong: uccise "per amore"

CINA, pena di morte, Sicilia, Mondo

PECHINO. Jia Jinglong, alla fine, è stato giustiziato nella città di Shijiazhuang dopo la visita dei suoi familiari, ha riferito l'agenzia Nuova Cina: la sua storia ha causato un anomalo dibattito su pena di morte e abusi di potere.

Jia, il 19 febbraio del 2015, aveva ucciso il capo villaggio He Jianhua nella provincia di Hebei: solo per vendetta e con una sparachiodi modificata, dopo la demolizione della casa dove avrebbe dovuto sposarsi. Un evento tra le ragioni primarie del fallimento della sua storia d'amore.

Prima i netizen, poi i media si sono mossi e hanno preso posizione sulla vicenda.

"Jia Jinglong sarà giustiziato in qualsiasi momento molto presto - aveva scritto a fine ottobre il Quotidiano del Popolo, organo del Pcc -. Non siamo nella posizione di chiedere lo stop. Ma sentiamo molto forte che l'ordine non deve essere eseguito e non perché i social media sono pieni di disappunto, ma perché le circostanze sono tutto tranne che normali e ci sono domande eccezionali che necessitano adeguate risposte. Esperti legali, da professori ad avvocati, giudicano la sentenza problematica".

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