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L'EMERGENZA

Migranti, altri due naufragi: nove morti e decine di dispersi

CATANIA. Ancora naufragi nelle acque del Mediterraneo. Tra ieri e oggi dieci gommoni sono stati soccorsi: quasi mille le persone salvate (969), nove i cadaveri recuperati, mentre decine di persone sono disperse e si teme siano annegate. Ieri le operazioni di soccorso - tutte coordinate dalla sala operativa della Guardia costiera, a Roma - sono state sei ed hanno portato al salvataggio, complessivamente, di 573 migranti. In particolare, a una trentina di miglia dalla costa libica, la nave Aquarius dell'Ong italo-tedesca Sos Mediterranee è intervenuta su un gommone che si stava del tutto sgonfiando.

A bordo sono stati trovati cinque cadaveri ed una sesta persona è stata vista sparire risucchiata dalle acque; 114 i superstiti. «Siamo arrivati alle 2 del pomeriggio - racconta Mathias Menge, coordinatore della squadra di ricerca e soccorso dei Sos Mediterranee - e subito abbiamo iniziato a distribuire i giubbotti di salvataggio e altri dispositivi di galleggiamento. Più tardi i sopravvissuti ci hanno detto che il loro gommone era partito dalla Libia alle 2 del mattino e dopo due ore aveva iniziato a imbarcare acqua. Quando la Aquarius è arrivata, la loro imbarcazione stava cominciando a sgonfiarsi. Abbiamo fatto tutto il possibile, ma purtroppo sei persone hanno perso la vita in questa tragedia». All'arrivo della Aquarius i passeggeri dell'imbarcazione hanno cominciato a lanciarsi in acqua. Tra i naufraghi messi in salvo anche 24 minori, tra cui tre bambini sotto i 5 anni, e 8 donne.

Un ragazzino di circa 10 anni, trovato in acqua, a faccia in giù, è stato salvato per il rotto della cuffia: «era privo di sensi dopo aver inalato carburante e acqua di mare», dice Sarah Giles, medico di Msf a bordo dell'Aquarius. «Per fortuna è stato soccorso in tempo e portato a bordo per le cure mediche urgenti. Siamo riusciti a stabilizzarlo in modo che potesse essere trasferito a Lampedusa insieme alla donna che lo accompagnava». Molti dei sopravvissuti sono stati trattati per ipotermia, inalazione di carburante e gravi ustioni da benzina.  Sempre ieri e all'incirca nello stesso tratto di mare, una petroliera è intervenuta su un gommone naufragato: 15 le persone che si trovavano in mare e che sono state salvate, alcune aggrappate all'unica parte del natante che ancora emergeva dall'acqua, ma un numero imprecisato di altri migranti sono dispersi. Potrebbero essere «decine», dicono i soccorritori. I superstiti sono stati trasferiti sulla nave Diciotti della Guardia costiera, a bordo della quale si trovano 459 migranti soccorsi in varie operazioni: la nave ha fatto rotta su Catania. Oggi, invece, le operazioni di soccorso sono state quattro, per un totale di 396 persone salvate: quattro i cadaveri recuperati. In particolare, a bordo di un gommone sono state soccorse 143 persone, 132 su un altro e 98 su un terzo. Un quarto natante, anch'esso un gommone, è stato invece trovato capovolto: 23 i migranti salvati, ma il numero delle persone a bordo potrebbe essere più alto. Fonti dei soccorsi ritengono «quasi certo» che anche in questo caso vi siano dei dispersi e le ricerche sono infatti subito cominciate, anche se sono rese difficili a causa delle condizioni del mare particolarmente severe.

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