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Padre Giovanni Cavalcoli in un fermo immagine tratto da un video di YouTube
IL CASO

"Terremoto castigo divino", il Vaticano condanna Radio Maria. Ma padre Cavalcoli conferma

ROMA. Il Vaticano condanna le frasi andate in onda su Radio Maria sul terremoto, additato dal teologo padre Giovanni Cavalcoli come "castigo divino" provocato dalle "unioni civili", definendole "offensive e scandalose".

Mentre sul suo sito l'emittente cattolica si dissocia dalle frasi 'incriminate' precisando peraltro che non vanno attribuite al direttore padre Livio Fanzaga ma a uno speaker esterno, è monsignor Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di stato vaticana a esprimere tutta l'indignazione che in queste ore ha attraversato, oltre la Rete anche gli stessi ambienti ecclesiastici.

"Sono affermazioni offensive per i credenti e scandalose per chi non crede", ha detto all'ANSA mons. Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato vaticana, "datate al periodo precristiano e non rispondono alla teologia della Chiesa perché contrarie alla visione di Dio offertaci da Cristo che ci ha rivelato il volto di Dio amore non di un Dio capriccioso e vendicativo.

Questa - ha spiegato - è una visione pagana, non cristiana. Chi evoca il castigo divino ai microfoni di Radio Maria offende lo stesso nome della Madonna che dai credenti è vista come la Madre misericordiosa che si china sui figli piangenti e terge le loro lacrime soprattutto in momenti terribili come quelli del terremoto".

"Radio Maria - ha aggiunto il prelato, tra i più stretti collaboratori del Papa - deve correggere i toni del suo linguaggio e conformarsi di più al Vangelo e al messaggio della misericordia e della solidarietà propugnato con passione da papa Francesco specie nell'anno giubilare. Non possiamo non chiedere perdono ai nostri fratelli colpiti dalla tragedia del terremoto per essere stati additati come vittime dell'ira di Dio. Sappiano invece che hanno la simpatia, la solidarietà e il sostegno del Papa, della Chiesa, di chi ha un briciolo di cuore".

Non si è scusato, invece, padre Cavalcoli: intervistato dalla trasmissione radiofonica La Zanzara, senza remore ha insistito: "Confermo tutto, i terremoti provocati da peccati dell'uomo come le unioni civili".

Evocando anche "Sodoma e Gomorra", sulla condanna del Vaticano il domenicano si è schernito con un ironico "ripassino il catechismo: sono dottore in teologia da 30 anni, ho lavorato con san Giovanni Paolo II". Le esternazioni veicolate dall'emittente cattolica hanno però raccolto una vera ondata di indignazione.

Il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, ad esempio, ha preso posizione con un post su Facebook intitolato "Non nominare il nome di Dio invano".

"Come uomo, credente e vescovo - scrive mons. Napolioni - non posso tacere davanti alle bestemmie che vengono elargite da pulpiti digitali, stampati o parrocchiali quando si attribuisce al terremoto la valenza di "castigo di Dio per le unioni civili", invito a rispettare la fede e la pazienza dei cristiani del Centro Italia come di ogni altra vittima di calamità e violenze e a non ferirli con parole sventurate che fanno più male delle pietre".

Tra le voci critiche che si sono sollevate, anche quella di don Rocco D'Ambrosio, docente alla pontificia università Gregoriana. "Queste frasi indignano - afferma all'ANSA - perché rappresentano una degenerazione della fede cristiana a magia e superstizione, a una visione di Dio che punisce in vita per i peccati e scarica su tutti la colpa di alcuni. Questo non è assolutamente cristiano".

Sulla vicenda è intervenuta anche Monica Cirinnà, prima firmataria delle legge sulle unioni civili. "Secondo il direttore di Radio Maria, padre Livio Fanzaga", si è sfogata ai microfoni di Un giorno da pecora, "tutto quello che succede è colpa mia, spero che l'ordine dei giornalisti intervenga".

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