sciopero poste, Sicilia, Economia
SIT-IN A PALERMO

Poste, lavoratori in sciopero anche in Sicilia

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PALERMO. Hanno incrociato le braccia anche a Palermo i lavoratori delle Poste, in occasione dello sciopero nazionale.  In Sicilia, in base alle leggi sui servizi di pubblica utilità, sono rimasti aperti solo 44 sportelli su 900, per garantire attività essenziali come l’accettazione, le raccomandate, i telegrammi. Nell’Isola i dipendenti delle Poste sono oltre diecimila, 140 mila in tutta Italia.

Oggi la protesta è stata  organizzata dalle sigle sindacali di Cgil, Cisl, Confsal, Failp e Ugl  e ha visto sfilare in corteo centinaia di lavoratori che si sono dati appuntamento 10,30 alle in piazza Giovanni Paolo II diretti poi via Alcide de Gasperi, dov’è la sede regionale dell’azienda.

La protesta nasce dal piano di privatizzazione delle Poste che secondo il leader della Cisl Sicilia Mimmo Milazzo e il segretario della Slp Cisl regionale Giuseppe Lanzafame è “una mannaia sull’occupazione. Dimentica che il servizio postale è anche attività sociale e universalistica. Sposa unicamente le logiche del profitto. In Sicilia finirebbe col tradursi nel taglio di centinaia di posti”.

“Già la riforma dei servizi, alla quale Poste ha dato il via quest’anno, significa mille occupati in meno, dai portalettere alla logistica”, denuncia la Cisl. “La privatizzazione, se non bloccata dal Governo, finirà con l’essere il colpo di grazia” - spiegano Milazzo e Lanzafame - “salteranno le attività poco redditizie: dagli uffici postali nei piccoli Comuni al recapito nei piccoli centri”.

Insomma, la privatizzazione delle Poste, per la Cisl, è un’ipoteca pure sul diritto di cittadinanza. Per contro, semmai, "ci sarebbe bisogno di investimenti, non di tagli".

I lavoratori protestano anche per ragioni diverse dalla privatizzazione. Il mondo delle Poste è “caratterizzato dalla disorganizzazione per la quale assai spesso gli utenti ricevono la posta in ritardo, al clima di intimidazione che vige in azienda, con troppi procedimenti disciplinari. Infatti per i ritardi ingiustificati nella trasformazione da part time a full time di 1000 ragazzi, per le pesanti pressioni commerciali. E per l’inesistenza di un piano di sviluppo che sia davvero tale”.

Una delegazione di dipendenti delle sedi siciliane è  a Roma davanti al palazzo delle Poste, all’Eur, per la manifestazione nazionale.

Il sindaco Leoluca Orlando ha manifestato il suo sostegno ai lavoratori: "La scelta di Poste Italiane di ridurre drasticamente il servizio di recapito della corrispondenza a Palermo è del tutto incomprensibile. Palermo è l’unica fra le grandi città metropolitane senza la consegna giornaliera con un taglio del servizio che ne danneggia pesantemente la qualità oltre che determinare gravissime ripercussioni occupazionali. Non è pensabile che il processo di privatizzazione in atto venga compiuto mortificando il ruolo postale di Poste italiane, pur comprendendo la volontà aziendale di diversificare l'offerta includendo servizi, come i bancari o telefonici, tradizionalmente non affini a Poste".

Il presidente del Consiglio comunale, Salvatore Orlando ricorda: "Già ad agosto avevamo proposto un ordine del giorno per chiedere che anche che anche in Sicilia venga garantito il necessario livello qualitativo nell'erogazione dei servizi postali secondo modalità che siano rispettose della professionalità dei lavoratori del settore".

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