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NAUFRAGIO NEL CANALE DI SICILIA

Migranti, altra tragedia nel Mediterraneo
I sopravvissuti: ci sono 239 dispersi

PALERMO. Si teme l'ennesima strage di vite umane nel Mar Mediterraneo. Sarebbero almeno 239 le persone che risultano disperse dopo il naufragio di due barconi al largo delle coste libiche.

Lo riferisce in un tweet Carlotta Sami, portavoce dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). La notizia, scrive la portavoce, è stata confermata da due sopravvissuti che ora si trovano a Lampedusa.

I 29 superstiti sono arrivati questa notte a Lampedusa, all'1.15. Ieri erano stati recuperati 12 cadaveri. Tra i sopravvissuti, in prevalenza provenienti dalla Guinea, anche una persona con gravi ustioni.

I sopravvissuti hanno detto che nonostante le cattive condizioni meteo sono stati costretti comunque a prendere il mare. I 29 giunti a Lampedusa erano sotto shock e alcuni di loro non si reggevano in piedi.

A soccorrere i migranti alla deriva nel Mediterraneo sono state cinque navi, coordinate dalla centrale operativa della Guardia costiera di Roma. È intervenuto anche un elicottero della Marina, che ha consentito di salvare parte dei migranti.

Il gommone è stato trovato, semi-affondato, grazie ad un allarme ricevuto dal centro di controllo di Roma che ha allertato subito le imbarcazioni presenti in zona, appartenenti a diverse organizzazioni.

Quello di ieri è stato l'unico intervento di salvataggio, considerate le condizioni «veramente proibitive» del mare, come confermato dalla Guardia Costiera. Infatti oggi erano stati segnalati solo 27 algerini arrivati sulle coste del Sulcis in  due sbarchi diversi: i nordafricani sono stati identificati, visitati e poi trasferiti nei centri di accoglienza sardi.

Ieri sera, invece, tredici tunisini sono riusciti ad arrivare e a sbarcare a Lampedusa su una imbarcazione di legno di circa 8 metri. I migranti sono stati bloccati sulla terraferma e sono stati portati al centro d'accoglienza dell'isola.

Gli ultimi salvataggi si erano verificati il 26 e il 28 ottobre scorsi, quando erano arrivate nel porto di Catania complessivamente quasi mille persone e 29 cadaveri, recuperati in due operazioni di soccorso. E oggi Polizia e Guardia di Finanza di Catania hanno fermato tre gambiani e un senegalese, ritenuti gli scafisti che avevano organizzato quei viaggi della morte.

Intanto, al centro d'accoglienza dell'isola ci sono circa 700 ospiti, mentre resta ancora inutilizzabile un'ala della struttura che lo scorso maggio ha subito l'ennesimo incendio. Il centro, in questo momento, potrebbe ospitare non più di 350 persone.

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