naufragio 2015, Sicilia, Mondo
Il barcone del naufragio del 18 aprile 2015 che provocò almeno 700 vittime
IMMIGRAZIONE

Naufragio 2015, il governo: il barcone degli orrori sia esposto a Bruxelles

SIRACUSA. «La destinazione del barcone potrebbe essere Bruxelles: il presidente del consiglio ci terrebbe molto affinchè sia un monito di quello che succede in mezzo al canale di Sicilia e nel Mediterraneo, perchè l'Europa possa contribuire fattivamente a quegli obiettivi di umanità e di accoglienza che la Sicilia e tutta Italia stanno dimostrando».

 

Così il sottosegretario di Stato, Domenico Manzione, nel corso di un incontro sull'identificazione delle vittime del naufragio del 18 aprile 2015, ha risposto a una domanda sulla destinazione del barcone che si trova ancora sul pontile di Marina di Melilli.

«È evidente che sul mare la rotta mediterranea si presenta come la più pericolosa tra le rotte migratorie perchè mediamente ci sono tra 3000 e 3500 morti l'anno». Lo ha detto il sottosegretario di Stato, Domenico Manzione, intervenuto alla Camera di Commercio di Siracusa nel corso di un incontro sull'identificazione delle vittime del naufragio del 18 aprile 2015.

Il numero stimato delle vittime è di 750-800; nel corso delle operazioni di recupero, organizzate dalla Marina militare italiana e dai vigili del fuoco, si è accertato che sono 217 i corpi recuperati intorno al barcone, 189 i body bags estratti dalla coperta del barcone, 212 quelli rinvenuti nella stiva, 42 nella sala macchine, 15 nella sentina. «

L'aspetto più significativo del senso di appartenenza alla patria di questi migranti lo abbiamo toccato con mano quando accanto ad una delle salme abbiamo ritrovato un sacchetto di terra appartenente al paese da cui erano fuggiti».

«È un'operazione unica al mondo. Ci hanno riconosciuto una best practice a livello internazionale e vorrebbero fosse una pratica diffusa in tutti gli Stati a livello europeo». Lo ha detto stamane a Siracusa Vittorio Piscitelli, commissario straordinario del governo per le persone scomparse nell'ambito di un incontro sul recupero dei corpi dei migranti morti nel naufragio del 18 aprile 2015.

«Il fenomeno dei corpi non identificati investe tutta l'Europa. Si vorrebbe ci fosse un organismo di coordinamento a Bruxelles e che ogni Stato si dotasse di un data base per lo scambio dei dati tra paesi. Giorno 24 ci incontreremo per capire come raccogliere i dati ante morte. Abbiamo stipulato un protocollo con la Croce Rossa internazionale e la commissione internazionale delle persone scomparse. Con le sedi diplomatiche faremo sì che queste modalità siano conosciute in tutti i Paesi di origine».

 

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