governo, pensioni, sindacati, Sicilia, Economia
PIANO DEL GOVERNO

Agevolazioni per edili, maestre ed infermieri: ecco come saranno le nuove pensioni

ROMA. L'ape agevolata si estende anche ai lavoratori impegnati in attività faticose, compresi operai edili, maestre d'asilo e una parte di infermieri, ma si alza l'asticella dei contributi necessari a ottenere il reddito ponte in attesa della pensione di vecchiaia. Secondo quanto emerso ieri dall'incontro tra Governo e sindacati - saranno necessari almeno 36 anni di contributi per uscire dal lavoro a 63 anni (a fronte dei 20 previsti per ottenere la pensione di vecchiaia) mentre 30 anni saranno necessari per ottenere il beneficio se si è disoccupati, disabili o parenti di primo grado di disabili.

Il pacchetto minimo di contributi richiesti, introdotto dal Governo per restringere la platea di coloro che potranno avere accesso all'Ape social, si affianca alle altre misure già annunciate, dalla quattordicesima al bonus previdenziale per i lavoratori precoci, che saranno inserite domani nel disegno di legge di bilancio. Ecco in sintesi le novità che saranno in manovra per introdurre maggiore flessibilità nell'accesso alla pensione:

 

APE, ANTICIPO PENSIONISTICO VOLONTARIO - chi compie 63 anni e quindi è distante meno di 3 anni e sette mesi dall'età di vecchiaia potrà andare in pensione anticipata grazie al prestito pensionistico. L'Ape è esente da imposte ed è erogata ogni mese per 12 mensilità. Il prestito sarà restituito in 20 anni con una rata sulla pensione del 4,5%-4,6% per ogni anno di anticipo rispetto all'età di vecchiaia. Quindi, in pratica, con l'anticipo massimo (tre anni e sette mesi) e una pensione certificata dall'Inps di 1.500 euro si avrebbe una rata sulla pensione di poco più del 16% pari a poco più di 240 euro. Il meccanismo non è neutro per le casse dello Stato dato che la rata non copre completamente la restituzione del capitale nè gli interessi e il premio assicurativo. In caso di premorienza il capitale residuo sarà rimborsato dall'assicurazione e quindi non si rifletterà sulla pensione di reversibilità o sugli eredi. Lo strumento entrerà in vigore il 1 maggio 2017.

 

APE AGEVOLATA: le persone in situazione di difficoltà come disoccupati, disabili e parenti di primo grado e conviventi di disabili ma anche le persone impegnate in attività gravose con almeno 63 anni di età potranno chiedere l'Ape agevolata, un reddito ponte interamente a carico dello Stato per gli anni che mancano per raggiungere la pensione di vecchiaia o anticipata. Bisogna avere però almeno 30 anni di contributi se disoccupati o disabili e 36 se si è impegnati in attività faticose (gli ultimi sei accreditati su queste attività). Il tetto massimo di reddito sarà di 1.350 euro lordi (oltre si paga come se si chiedesse un prestito). L'Ape agevolata si potrà chiedere solo se si ha una pensione certificata una volta raggiunta l'età per il pensionamento con un limite in basso, probabilmente di 1,5 volte il minimo (circa 750 euro al mese).

 

APE E IMPRESE: sarà possibile con un accordo tra le parti prevedere che l'impresa sostenga i costi dell'Ape attraverso un versamento all'Inps di una contribuzione correlata alla retribuzione percepita prima della cessazione del rapporto di lavoro in modo da produrre un aumento della pensione tale da compensare gli oneri relativi alla concessione dell'Ape.

 

 

PENSIONAMENTO ANTICIPATO CON PREVIDENZA COMPLEMENTARE, RITA: ci saranno sgravi per accrescere la flessibilità di utilizzo di questo strumento anche per l'uscita dal mercato del lavoro tramite una rendita temporanea (Rita) per il periodo che manca alla maturazione del diritto alla pensione.

 

AUMENTO PENSIONI BASSE, SI ESTENDE QUATTORDICESIMA: si  estende la platea di coloro che percepiscono la quattordicesima (ora circa 2,1 milioni di persone) e si aumenta del 30%  l'importo per coloro che hanno già il beneficio. Avranno la quattordicesima coloro che hanno un reddito personale complessivo personale, non solo pensionistico, tra 1,5 (circa 750 euro al mese) e due volte il minimo (circa 1.000). La platea dovrebbe aumentare di 1,2 milioni di persone. La quattordicesima vale tra i 336 euro (per chi ha meno di 15 anni di contributi) e 504 (per chi ne ha oltre 25 anni) ed è erogata una volta l'anno a luglio. Per chi ha già ora il beneficio la somma erogata sarà pari a 436 euro per chi ha versato meno di 15 anni di contributi e 655 per chi ne ha più di 25.

 

EQUIPARAZIONE NO TAX AREA PENSIONATI LAVORATORI DIPENDENTI: si prevede l'aumento della detrazione di imposta (riconosciuta fino a 55.000 euro) per tutti i pensionati al fine di uniformare la loro no tax area a quella dei lavoratori dipendenti (8.125 euro).

 

PRECOCI IN PENSIONE PRIMA: potranno uscire con 41 anni di contributi i lavoratori che hanno 12 mesi di contributi versati prima dei 19 anni nel caso siano disoccupati senza ammortizzatori sociali, disabili o rientrino nelle categorie previste per l'Ape social. Chiaramente potranno andare in pensione prima dei 63 anni di età mentre saranno eliminate le  penalizzazioni sul trattamento pensionistico per coloro che escono prima dei 62 anni che sarebbero dovute tornare in vigore nel 2019.

 

 

CUMULO GRATUITO PERIODI CONTRIBUTIVI: si potranno cumulare i contributi previdenziali maturati in gestioni pensionistiche diverse, ivi inclusi i periodi di riscatto di laurea, sia ai fini della pensione di vecchiaia sia di quella anticipata. L'assegno pensionistico sarà calcolato pro rata con le regole di ciascuna gestione.

 

 

USURANTI: è confermata anche l'intenzione di rendere più semplice (e anticipata) l'uscita per chi è stato impegnato a lungo in attività usuranti. Basterà soddisfare almeno uno dei due requisiti tra la metà della vita lavorativa impegnata in queste attività o aver svolto l'attività usurante per sette anni negli ultimi 10 di attività senza il vincolo che questa sia fatta nell'ultimo anno di lavoro.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

I più cliccati