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LE ACCUSE

Elezioni Usa, Melania Trump minaccia la querela al People Magazine

WASHINGTON. Melania Trump minaccia di querelare People Magazine circa l'articolo pubblicato dalla sua giornalista Natasha Stoynoff che afferma di essere stata molestata da Donald Trump nel suo resort di Mar-a-Lago in Florida nel 2005. Melania ha pubblicato sul suo profilo Twitter la lettera inviata dai suoi legali al magazine in cui chiede le scuse e il ritiro entro 24 ore di alcune affermazioni della
giornalista che la riguardano giudicate «false», altrimenti -si spiega- azioni legali verranno prese in considerazione.

Donald Trump nega. «Sono falsità assolute e lo proverò», ha assicurato con il tono di una dichiarazione di guerra. Ma il passato è tornato ad incombere sinistro sulle sue aspirazioni presidenziali dopo che quattro donne lo hanno accusato di molestie sessuali, due intervistate dal New York Times.

Nello staff del tycoon è il caos e non è chiaro quale sia adesso la strategia. Perchè dopo la bomba (che ha tutto l'aspetto di essere ad orologeria), il fronte opposto si è scagliato come una furia contro il candidato repubblicano, mettendo in campo le sue energie migliori: Michelle Obama. È stata infatti la first lady a prendersi questa volta il centro del palco per puntare il dito severa e durissima: il modo che ha Donald Trump di trattare le donne «non è normale, è intollerabile».

La bufera si è scatenata con la pubblicazione sul New York Times delle testimonianze di due donne che accusano il tycoon di aver loro messo le mani addosso. E questo dopo che Trump aveva liquidato come «chiacchiere da spogliatoio» quelle del video del 2005 in cui si vantava di poter fare quello che voleva con le donne prendendole anche per i genitali e dopo che - rispondendo a domanda precisa durante il dibattito televisivo tra i due candidati presidenti domenica scorsa - aveva affermato che «no», ovviamente non si era mai comportato in quel modo.

Jessica Leed di New York, oggi 74enne, adesso dice il contrario, sostenendo che oltre 30 anni fa, mentre viaggiava per affari su un aereo in prima classe, si ritrovò accanto Trump che, senza conoscerla, dopo 45 minuti dal decollo alzò il bracciolo e cominciò a toccarle il seno e tentò di metterle la mano sopra la gonna. «Era come un polipo, le sue mani erano dappertutto», ha raccontato, aggiungendo di essersene andata in coda all'aereo per evitare «l'aggressione».

Rachel Crooks, dell'Ohio, era una receptionist di 22 anni di Bayrock Group, una società immobiliare nella Trump Tower a Manhattan, dove incontrò il tycoon fuori di un'ascensore una mattina del 2005. Sapendo che la sua società lavorava con Trump, si presentò. Si strinsero le mani ma il magnate, secondo la sua versione, non la lasciò più andare, cominciando a baciarla prima sulle guance e poi «direttamente sulla bocca».

La terza si fa avanti dopo poco: Mindy McGillivray, che all'epoca aveva 23 anni, ha detto al Palm Beach Post che finora aveva confessato soltanto a parenti stretti e amici di essere stata toccata impropriamente a Mar-a-Lago, il resort di Trump vicino a Palm Beach. La quarta invece è una giornalista del magazine People, Natasha Stoynoff, che proprio sul settimanale ha raccontato la sua esperienza risalente al 2005, quando seguiva per il suo giornale tutto ciò che riguardava 'l'universo Trump', e in particolare le vicende private del tycoon. Per questo nel dicembre 2005 si trovava a Mar-a-lago, per un'intervista con Donald e la moglie Melania in occasione del primo anniversario delle loro nozze. Ma in un momento in cui si trovarono soli, stando al racconto della giornalista, Trump la spinse contro il muro e la baciò senza il suo consenso. Stynoff ha affermato che tentò di liberarsi ma non ci riuscì, fino a quando non entrò nella stanza il maggiordomo per avvertire che Melania li avrebbe raggiunti a breve.

L'ira di Michelle Obama, salita sul palco per un comizio in New Hampshire, è stata incontenibile, e l'ha espressa tutta in un discorso tra i più efficaci ascoltati in questa campagna elettorale. Era lì a sostegno di Hillary Clinton, ma non solo: «Il modo di Donald Trump di trattare le donne non è normale, è intollerabile». È la difesa delle donne e anche degli uomini: «Gli uomini della mia vita non parlano e non hanno mai parlato così. Gli uomini forti, quelli che sono un modello, non hanno bisogno di degradare le donne per mostrare il loro potere».

«Sminuire questi commenti volgari a chiacchiere da spogliatoio di tutti i giorni è un insulto alla decenza», ha arringato Michelle. «Trump stava parlando liberamente e apertamente di abusi sessuali». Frasi «offensive, che fanno male, dolorose».

In una delle giornate più nere per il tycoon, l'unica buona notizia è sembrata arrivare dall'ultima rilevazione di Rasmussen Reports: secondo la società specializzata in sondaggi, il candidato repubblicano raccoglierebbe il 43% delle preferenze degli elettori americani contro il 41% dell'ex first lady. È la prima volta dopo il video scandalo sulle frasi sessiste e il secondo duello tv che un sondaggio indica avanti Trump.

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