Mercoledì, 28 Giugno 2017
IL CONVEGNO

La depressione "post partum"? Per gli esperti inizia in gravidanza

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Fonte Pixabay

ROMA. «La depressione 'post partum' inizia in realtà prima della gravidanza e ne sono colpite almeno 2 donne su 10. Le radici del malessere sono infatti da ricercare già durante o prima della gestazione e all'origine, nella metà dei casi, ci sono problemi familiari».

A spiegarlo è Franca Aceti, responsabile dell'Unità di Igiene mentale e Relazioni affettive nel post partum dell'Università Policlinico Umberto I - Università La Sapienza di Roma, intervenuta al convegno ospitato presso il policlinico romano in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale Femminile.

«La gravidanza è sempre stata considerata un periodo 'felice' ma non è così. Si parla erroneamente - precisa l'esperta - di depressione 'post partum' mentre il termine corretto è 'perinatale' perchè spesso c'è coincidenza tra la depressine
durante e dopo il parto. In media colpisce il 20% delle donne e intorno al 10% i padri».

Tra i fattori di rischio, la troppo giovane età della gravidanza, la conflittualità di coppia, i problemi economici, la mancanza di rete sociale, ma anche la familiarità. «Il 50% delle mamme depresse - spiega Aceti - hanno avuto a loro volta madri depresse e c'è una grossa ricaduta sul benessere psicofisico dei figli, che vanno incontro a depressione con una prevalenza 3-4 volte superiore agli altri».

«Un intervento precoce è importante. Anche perchè curare il problema dopo la nascita del bimbo diventa più difficile, per mancanza di tempo, acuita anche dallo stress del parto e dalla fatica fisica dei primi mesi della maternità», sottolinea Gaetano Pannitteri, responsabile per il Policlinico Umberto I del progetto Bollino Rosa, realizzato in collaborazione con l'Osservatorio nazionale sulla Salute della Donna (Onda). In occasione della Giornata Mondiale sulla salute mentale, infatti, il Policlinico è uno dei 140 centri italiani che hanno aderito all'H-Open Day. «Da oggi al 16 ottobre le nostre porte saranno aperte alle donne - conclude Pannitteri - per visite ed esami gratuiti dedicati ai disturbi come ansia, depressione, psicosi e problemi di sonno».

© Riproduzione riservata

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