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AGENZIA REUTERS

Yahoo, milioni di indirizzi e-mail a disposizione degli 007 americani

NEW YORK. Nuova bufera su Yahoo, dopo la vicenda del furto di milioni di informazioni private da parte di un gruppo di hacker. Il gruppo guidato da Merissa Mayer avrebbe in gran segreto scannerizzato centinaia di milioni di indirizzi di posta elettronica dei propri utenti mettendoli a disposizione degli 007 Usa, dall'Fbi alla National Security Agency.  A rivelarlo l'agenzia Reuters, che cita fonti vicine al dossier, tra cui due ex dipendenti del gigante del web.

Per gli esperti si tratterebbe del primo caso in cui una società fornitrice di servizi internet acconsente alle agenzie di intelligence Usa di controllare tutte le emai in arrivo, compresi gli allegati. Mentre Yahoo si sarebbe opposta a consentire l'accesso alle email già immagazzinate o allo scanner di alcuni account in tempo reale. Non è chiaro quale tipo di informazioni gli 007 stessero cercando. E secondo le fonti, l'amministratore delegato Merissa Mayer avrebbe obbedito alla richiesta di informazioni da parte degli 007 in contrasto con alcuni dei vertici di Yahoo. E a questo episodio andrebbe legato l'addio del giugno 2015 di uno dei top manager del gruppo, Alex Stamos, allora a capo della Information Security.

Ruolo che ora svolge all'interno di Facebook. Non si è fatta attendere la reazione di Esward Snowden, la 'talpà più famosa d'America rifugiata in Russia, colui che fece esplodere lo scandalo del 'Datagate'. Con un appello su Twitter, Snowden invita tutti gli utenti di Yahoo a chiudere i loro account dopo l'ennesimo scandalo. E sì, perchè è la seconda tegola che cade sulla leadership di Yahoo in poche settimane. E in un momento delicatissimo di svolta, in cui si sta completando l'acquisto del pioniere di internet da parte del colosso Usa delle tlc Verizon, per ben 4,8 miliardi di dollari.

Proprio per non rischiare di mandare a monte le trattative con Verizon, la numero uno di Yahoo Merissa Mayer avrebbe tenuto nascosto per mesi l'attacco hacker attraverso cui sarebbero stati rubati dai e informazioni private a 500 milioni di utenti.  E il New York Times qualche giorno fa rivelava - citando fonti interne al gruppo - la scarsa attenzione prestata da Mayer al problema della cybersicurezza. Ora la sua permanenza alla guida di Yahoo anche dopo l'acquisto da pare di Verizon non è più così scontata.

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