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Lo sbarco di questa mattina a Palermo (foto di Marco Gullà)
PALERMO, CATANIA E AUGUSTA

Migranti, ancora sbarchi e morti: oggi in Sicilia 2mila arrivi. Vescovi contro Ue: basta muri

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PALERMO. La Sicilia pronta ad accogliere più di duemila migranti. Il Mar Mediterraneo ancora teatro di naufragi, con almeno 38 morti nelle ultime 48 ore. E i vescovi che lanciano un duro attacco affinché l'Europa apra gli occhi e distrugga i suoi muri, a beneficio dell'accoglienza e dell'integrazione.

E' questa la fotografia dell'ennesima emergenza immigrazione in Italia. Sono state tratte in salvo 4.655 persone. I migranti si trovavano a bordo di 27 gommoni, 5 piccole imbarcazioni e un barcone, raggiunti tutti al largo delle coste della Libia. Ventotto cadaveri a cui si aggiungono i dieci che erano stati recuperati due giorni fa, quando erano stati tratti in salvo altri seimila migranti. In due giorni, dunque, sono stati presi a bordo delle navi che operano nel Canale di Sicilia oltre diecimila migranti.

Un'emergenza che ha suscitato una dura reazione da parte del segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, monsignor Nunzio Galantino, che ha parlato di un'Europa «cieca», «debole», che non riesce ad affrontare la questione dei migranti e lascia che si continuino ad alzare muri.

"Integrazione" è la parola d'ordine. "Accogliere, nonostante l'Italia lo faccia anche piuttosto bene, non basta - ha dichiarato monsignor Galatino - non si possono salvare le persone e poi non offrirgli una possibilità di futuro».

Il vescovo ha poi ricordato le morti in mare, dalla commemorazione per le vittime di Lampedusa alle ultime avvenute al largo delle coste nordoccidentali libiche. "Sono uno schiaffo alla democrazia europea - ha sottolineato -, incapace di salvaguardare e proteggere persone in fuga da situazioni drammatiche create anche dalla politica estera e da scelte economiche europee».

Oggi intanto è la giornata dell'accoglienza, non solo per la Sicilia ma anche per la Calabria e la Campania. Sono complessivamente 6.297 i profughi arrivati nei porti del Sud Italia. E tra loro ci sono anche nove cadaveri.

È approdata nel porto di Palermo la nave Bourbon Argos di Medici senza frontiere con a bordo 1.020 migranti soccorsi nel Canale di Sicilia. Tra i profughi, accolti dalla macchina dell'accoglienza coordinata dalla prefettura, anche 161 donne e 15 minori. I migranti, prevalentemente subsahariani, sbarcano al molo Quattro venti, dove si trova lo staff dell' Asp di Palermo che effettuerà in banchina i consueti controlli sanitari prima del loro trasferimento nei centri di accoglienza. Sul posto sono presenti anche agenti di polizia e finanzieri del Gico che hanno avviato le indagini per identificare gli scafisti.

Altri mille arrivano oggi a Catania a bordo di nave Dattilo, mentre 664 sono quelli che approdano a Messina. Nel porto di Vibo Valentia giunge nave Acquarius con 725 migranti; a Reggio Calabria nave Dignity 1 con 425 persone ed un cadavere e a Corigliano Calabro nave Navarra con 522.

Ieri invece è approdata a Catania nave Vos Hestia con 210 extracomunitari. Tra loro, decine sono i minori non accompagnati, molti dei quali fortemente provati dalla lunga permanenza in Libia. Per una 16enne è stata necessaria l'evacuazione medica ed è stata trasferita nell'ospedale di Siracusa.

Sempre ieri ad Augusta è arrivata nave Borsini, della Marina militare italiana con a bordo 741 stranieri e il cadavere di una nigeriana di 23 anni. La salma, su disposizione del sostituto procuratore Andrea Palmieri, è stata trasferita all'obitorio di Siracusa. La donna sarebbe morta per asfissia sul gommone che trasportava altri 140 migranti. Mentre altri 986 extracomunitari e un cadavere sono approdati poi sulle coste del Salernitano.

Nel Mediterraneo però si continua a morire. L'ultima tragedia - con almeno 30 migranti che hanno perso la vita in almeno quattro diversi naufragi - è avvenuta al largo delle coste nordoccidentali libiche mentre stavano tentando la traversata verso l'Europa.

Altri 305 sono salvati dalle autorità locali. Sembra che le imbarcazioni trasportavano varie famiglie di migranti, ma non si quante persone ci fossero a bordo. Nel naufragio figurano donne e uomini di nazionalità libica, marocchina e siriana.

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