Gf Vip, Clemente Russo sui social: chiedo scusa a tutti, non sono così

ROMA. «Se posso invocare una sia pur minima attenuante in questa vicenda è proprio questa: accettando la partecipazione nel programma non avevo tenuto in giusto conto le conseguenze di innaturale asocialità nella quale si è inseriti durante la forzata convivenza nella casa». Lo scrive in una lunga nota di scuse Clemente Russo, il pugile espulso lunedì dal Grande Fratello Vip, per alcune sue dichiarazioni.

«Intendo esprimere le mie scuse più sincere verso chiunque si sia sentito offeso: in particolare nei confronti del Ministro della Giustizia Andrea Orlando, dell'Amministrazione Penitenziaria, di tutti i colleghi del Corpo di Polizia Penitenziaria, impegnata quotidianamente in una professione che richiede un immenso spirito di servizio e infine - ma non per ultime - delle nostre donne, forti e generose come poche», scrive Clemente.

«Non ho mai fatto mistero che la scelta di concorrere per il reclutamento nel Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre - continua - è nata sì da considerazioni tecniche relative alla mia attività agonistica, ma anche dalla convinzione di abbracciare la missione del Corpo di riferimento».

«Tutti mi conoscono come un atleta che ha fatto della lealtà sportiva il proprio stile di vita, sono un marito - e soprattutto un padre - continua - Come nel pugilato, anche nella vita non ci si può nascondere di fronte alle avversità, ed è chiaro che affronterò serenamente le conseguenze del mio comportamento inappropriato».

«Non sono appassionato al Grande Fratello e non voglio giudicare cosa possa dire o meno un concorrente, ma un poliziotto penitenziario che dice che lascerebbe stesa una donna nel caso la tradisca, essendo la polizia penitenziaria polizia delle garanzie, non ci fa fare un
passo avanti».

Lo ha detto il ministro della Giustizia, nel corso del convegno della FP Cgil "Dentro a metà", in riferimento alle dichiarazioni del pugile delle Fiamme Azzurre durante il programma tv.  Nei giorni scorsi il ministro Orlando aveva chiesto al Dap verifiche sulla conformità allo statuto deontologico del Corpo e la compatibilità con le istanze di tutela dell'immagine dell'Amministrazione penitenziaria delle affermazioni di Russo, che è stato poi espulso dal "Grande Fratello Vip".

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