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ELEZIONI

Germania, nuova proiezione conferma la vittoria Spd

BERLINO. Nuova batosta elettorale per il partito della cancelliera Angela Merkel e nuova affermazione, ben oltre il 10%, per i populisti dell'Afd e la loro campagna anti-migranti. È la sentenza delle urne nelle elezioni per il rinnovo del parlamento della città-regione di Berlino.

Il partito cristiano-democratico (Cdu) della cancelliera, con un magro 17,9% in calo di 5,4 punti rispetto alle precedenti consultazioni - secondo le proiezioni pubblicate dal primo canale pubblico Ard alle 20 - riscuote il peggior risultato del dopoguerra nelle elezioni per il controllo della città-Stato (Land), con conseguente sfratto dal municipio più importante di Germania: i socialdemocratici della Spd, pur con un crollo anche peggiore di consensi, pari a 6,3 punti, si confermerebbero primo partito col 22%, ma insieme alla Cdu non hanno più i seggi per proseguire sulla strada della 'grande coalizionè, replica in sedicesimo di quella che governa il paese dal 2013. Probabile è una sterzata a sinistra, col il varo di una coalizione «rosso-verde-rossa» con Verdi, dati al 15,4% (-2,2 punti) e Sinistra (Linke, 15,6% +3,9). Il 'Municipio rossò di Berlino dunque non si chiamerà più così solo per il colore dei suoi mattoni. Ma soprattutto una seconda sconfitta elettorale in due settimane che la cancelliera affronta in patria, senza 'nascondersì a New York al vertice sulle migrazioni.

L'Alternativa per la Germania (Afd), nata solo tre anni fa, avrebbe ottenuto un 13,6% al suo primo affacciarsi alle elezioni berlinesi e ora è rappresentata nei parlamenti di 10 dei 16 Laender tedeschi. Sulla scorta anche di sondaggi nazionali, Joerg Meuthen - che assieme alla più nota Frauke Petry guida il partito nazionalista - si è detto convinto che l'Afd otterrà un risultato a doppia cifra anche alle politiche nazionali del settembre dell'anno prossimo. Quello di Berlino era l'ultimo test prima delle elezioni regionali di primavera e federali del settembre 2017 e segue l'elezione svoltasi nel Land orientale del Meclemburgo due settimane fa, segnata dallo storico primo sorpasso dell'Afd sulla Cdu. La nuova sconfitta del partito della Merkel è di nuovo causata dall'ascesa della formazione che fa leva sui timori generati nella società tedesca dall'afflusso di profughi, che l'anno scorso ha toccato quota 1,1 milioni in seguito all'apertura delle frontiere voluta dalla cancelliera per risolvere la crisi migratoria nei Balcani. Anche se il flusso si è quasi esaurito (4.200 gli ingressi in agosto) e la cancelliera sottolinei la necessità di rimpatriare i migranti meramente economici senza diritto di asilo, la complessa scelta di vedere nei migranti una componente necessaria per un equilibrato sviluppo economico-demografico del paese si scontra con la facile presa della propaganda dell'Afd, che punta sulla chiusura delle frontiere arrivando a sparare per difenderle.

Posizioni orientate alla chiusura si fanno sentire nel partito, e per motivi culturali islamofobi soprattutto nell'ala destra bavarese (Csu). Quindi la nuova sconfitta di Berlino potrebbe alimentare il dibattito strisciante sull'opportunità di una quarta candidatura di Merkel, che al momento pare senza alternative pur con la zavorra dello «Wir schaffen das» («ce la facciamo», a gestire il flusso dei migranti): la storica frase dell'anno scorso che la cancelliera sta lentamente rinnegando, definendola ora una «vuota formula». L'arrivo di decine di migliaia di migranti è stato uno dei temi della campagna elettorale a Berlino, dove però hanno dominato questioni come caro-affitti, scuola e trasporti della metropoli da 3,5 milioni di abitanti con popolazione in crescita.

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